Una città con aree verdi per la qualità della vita
di Nicola Nieddu
L’amministrazione comunale scommette sul Programma di forestazione urbana Si cercano luoghi ecologici di socializzazione che siano pure attrattori economici
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ALGHERO. La città scommette e investe sulla forestazione urbana per migliorare la qualità della vita. L’amministrazione comunale algherese, dopo l’adesione a Smarter Italy, ha scelto di puntare sull’ambiente e lo fa grazie anche alla possibilità data dal governo Conte che, già dallo scorso mese di novembre, aveva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo della Legge Clima che mette a disposizione, per il biennio 2020-2021, 30 milioni di euro per la realizzazione di foreste urbane e periurbane in tutta Italia. Venerdì scorso la giunta comunale ha deliberato sulla strategia di indirizzo per la realizzazione del Programma di forestazione urbana, la nuova veste del ruolo ambientale e non solo decorativo delle «foreste urbane», ruolo ormai riconosciuto ampiamente come nuovo modelli di progettazione naturalistica che mette al centro il ruolo delle aree verdi in grado di generare reali, concreti e duraturi benefici per la comunità locale e il suo territorio.
Aree verdi che determinano la qualità della vita nelle città, drenano le acque meteoriche, sequestrano anidride carbonica, contrastano le isole di calore, filtrano le polveri sottili, creano un microclima favorevole alle fasce più deboli della società come anziani e bambini. Sono anche luoghi di conservazione della biodiversità e di socializzazione ma possono diventare anche attrattori economici e di sostentamento. Basti pensare che un albero medio, oltre ad avere una funzione fonoassorbente e di abbellimento, assorbe 15 chili di anidride carbonica e produce ossigeno per 2,5 cittadini. Il programma prevede l’individuazione di lotti da destinare a progetti speciali e/o campagne nazionali e/o europee dedicate al verde o a interventi destinatari di contributi con le medesime finalità. Le aree potranno essere individuate in archi temporali differenti a seconda delle esigenze e dei bisogni legati agli obbiettivi dell’amministrazione. Si tratterà ora di individuare quelle aree in cui sarà possibile avviare progettualità rivolte alla forestazione urbana o altre da recuperare in tal senso. Poi ci sarà un secondo segmento di azione che raccoglierà i rimanenti lotti, non assegnati nella prima fase, che potranno anch’essi essere destinati a singoli progetti, sia di forestazione urbana e orticola in relazione ai bisogni dei quartieri.
Gli assessori, coinvolti nel progetto, Andrea Montis, Emiliano Piras e Giorgia Vaccaro puntano molto sulla programmazione, guardando agli esempi della sperimentazione che peraltro produce anche effetti nel versante della Food Foresty come già accaduto, con successo, a Milano, Ferrara e Livorno. «La Comunità europea – spiegano – punta moltissimo sull’argomento e destina ingenti risorse sul tema ambientale sia nel settennato in apertura che con i fondi previsti con il Next generation e quindi con il Piano nazionale resistenza e resilienza».
Aree verdi che determinano la qualità della vita nelle città, drenano le acque meteoriche, sequestrano anidride carbonica, contrastano le isole di calore, filtrano le polveri sottili, creano un microclima favorevole alle fasce più deboli della società come anziani e bambini. Sono anche luoghi di conservazione della biodiversità e di socializzazione ma possono diventare anche attrattori economici e di sostentamento. Basti pensare che un albero medio, oltre ad avere una funzione fonoassorbente e di abbellimento, assorbe 15 chili di anidride carbonica e produce ossigeno per 2,5 cittadini. Il programma prevede l’individuazione di lotti da destinare a progetti speciali e/o campagne nazionali e/o europee dedicate al verde o a interventi destinatari di contributi con le medesime finalità. Le aree potranno essere individuate in archi temporali differenti a seconda delle esigenze e dei bisogni legati agli obbiettivi dell’amministrazione. Si tratterà ora di individuare quelle aree in cui sarà possibile avviare progettualità rivolte alla forestazione urbana o altre da recuperare in tal senso. Poi ci sarà un secondo segmento di azione che raccoglierà i rimanenti lotti, non assegnati nella prima fase, che potranno anch’essi essere destinati a singoli progetti, sia di forestazione urbana e orticola in relazione ai bisogni dei quartieri.
Gli assessori, coinvolti nel progetto, Andrea Montis, Emiliano Piras e Giorgia Vaccaro puntano molto sulla programmazione, guardando agli esempi della sperimentazione che peraltro produce anche effetti nel versante della Food Foresty come già accaduto, con successo, a Milano, Ferrara e Livorno. «La Comunità europea – spiegano – punta moltissimo sull’argomento e destina ingenti risorse sul tema ambientale sia nel settennato in apertura che con i fondi previsti con il Next generation e quindi con il Piano nazionale resistenza e resilienza».
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