Alghero, Anghelu Ruju nel patrimonio Unesco

Il sito archeologico e le sue 38 “domus de janas” nel dossier isolano che verrà presentato al Centro mondiale di Parigi

ALGHERO. Ci sono anche le necropoli di Anghelu Ruju e Santu Pedru tra le 35 “domus de janas” candidate a diventare patrimonio dell'Unesco. Un percorso, come si suol dire in rete, che vede i comuni di Alghero e Ossi come capofila del programma per il quale il Ministero della cultura ha dato il via libera verso l'Unesco World Heritage Centre. Oltre Alghero e Ossi sono coinvolti tutta una serie di Comuni sardi che, nei loro territori, ospitano le domus de janas e sono convinti che questi reperti che hanno attraversato millenni, elementi significativo del patrimonio culturale della Sardegna, meritano il riconoscimento dell'Unesco.

C'è già il parere favorevole da parte del Ministero della Cultura e il prossimo passo è quello della “tentative list” del Centro del patrimonio mondiale dell’Unesco, con sede a Parigi, al quale vengono presentate le proposte. La rete dei Comuni sardi aderenti al progetto, adesso elaborerà i dossier che sosterranno la validità della proposta di riconoscimento all' Unesco World Heritage Centre. Il Piano di gestione del patrimonio della rete dei Comuni si avvarrà del supporto di un comitato tecnico-scientifico composto da personalità del mondo accademico sardo e dal centro studi “Identità e Memoria”, presieduto dalla professoressa Giuseppa Tanda, promotrice del programma di candidatura all'Unesco. Nella conferenza stampa di ieri mattina a Porta Terra è stato fatto il punto sul procedimento dall'assessore alla Cultura di Alghero Marco Di Gangi, dalla stessa Giuseppa Tanda e da Giovanni Carta, sindaco di Bonnanaro, componente del comitato tecnico-scientifico. Non potendo partecipare all’incontro a causa di impegni istituzionali, il sindaco Mario Conoci, ha voluto sottolineare con un messaggio l'importanza della sfida: Una grande opportunità per tutta la Sardegna, non solo per Alghero, per la promozione di un patrimonio unico. Un fattore determinante dello sviluppo di un progetto di ampio respiro che amplia con straordinaria qualità anche l'offerta turistica dei territori».

Le domus de janas sono il punto di forza di un progetto di candidatura unico in Italia, che tra le tante proposte per il riconoscimento Unesco spicca per l'unicità della preistoria della Sardegna. «La sfida ambiziosa è quella di un percorso di tutti i Comuni dell'isola – ha evidenziato l'assessore Di Gangi – in cui l'attrattore della cultura così significativo possa incidere anche sullo sviluppo turistico della rete». «La proposta è altamente competitiva, e tuttavia il percorso verso il riconoscimento Unesco è uno stimolo a creare tutte le condizioni affinché questa ricchezza sia valorizzata pienamente». La proposta è forte, ne sono convinti Giuseppa Tanda e Giovanni Carta: «Abbiamo opere d'arte che rappresentano benissimo lo spirito Unesco, le domus de janas costituiscono l'espressione funeraria ed artistica più rilevante del sistema culturale sviluppatosi nell'isola tra la fine del V ed il III millennio a.C.».



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