Alghero, «L’estate turistica comincerà in luglio»

Operatori turistici ancora al palo, solo qualche coraggioso apre. E tutti sperano nelle rotte Ryanair

ALGHERO. Molte ombre sulla stagione turistica alle porte. Gli operatori della Riviera del Corallo “navigano a vista” e sperano nei mesi di luglio e agosto per “salvare” la stagione. Ad oggi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le previsioni non sono delle migliori. Mentre nel maggio 2020, seppur timidamente, si parlava di aperture con tutta una serie di restrizioni, quest'anno sembra ci siano più incertezze.

Eppure ci sono dei segnali che fanno ben sperare come, ad esempio, la summer di Ryanair che garantisce molti più collegamenti aereo dello scorso anno. «Il potenziamento dei collegamenti aereo dallo scalo algherese potrebbe essere una spinta importante – ha detto Marco Montalto, presidente del Consorzio Riviera del Corallo – però ci sono troppe incertezze. Purtroppo la campagna vaccinale, in tutta l'Unione Europea, va a rilento e questo sta pregiudicando il mercato turistico». A eccezione di alcuni hotel aperti tutto l'anno come Hotel Catalunya, Las Tronas e Margherita oppure altri che hanno deciso di aprire a primavera inoltrata come il Soleado, gli altri apriranno i battenti da metà giugno in poi. «C'è il rischio concreto che, come accaduto lo scorso anno – ha evidenziato Montalto – qualche albergo decida di non aprire». Da qualche settimana, seppur timidamente, stanno arrivando le prime prenotazioni «soprattutto per i mesi di luglio e agosto – fa notare il presidente del Consorzio Riviera del Corallo – per il resto è un disastro: giugno inesistente e settembre con numeri bassissimi. Non si può programmare niente». Dalle prenotazioni sinora giunte, il mercato principe sarà quello italiano, molto meno gli stranieri. Marco Montalto fa poi notare che un punto importante potrebbe essere l'apertura delle scuole anche in estate: «se le scuole dovessero rimanere aperte anche a giugno, Alghero che è una delle mete preferite dalle famiglie, potrebbe subire ripercussioni negative».

Come il settore alberghiero, anche l'extralberghiero non se la passa bene. Giorgio Cau, presidente di Domos, associazione che mette insieme oltre 50 gestori, evidenzia che negli ultimi giorni «qualcosa si è risvegliato in termini di richieste soprattutto per i mesi di luglio e agosto, ma scordiamoci i numeri degli anni scorsi. Anche da noi, la maggior parte, sono italiani. Qualche straniero, soprattutto dalla Francia. Tutto è legato all'andamento del Covid. L'unica speranza è che si vada veloce con le vaccinazioni, altrimenti è dura. Confidiamo nel “last minute” e nei collegamenti aerei, soprattutto low cost come Ryanair». Tra le strutture extralberghiere maggiormente richieste ci sono casa vacanza e appartamenti: «il turista cerca una vacanza relax per cui preferisce andare con la famiglia in una casa, possibilmente in campagna».

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