Un turismo tra mare e nuraghi

Con Archeologika 2021 il territorio ha aperto le porte a orizzonti che vanno oltre l’estate 

ALGHERO. Con i preziosi siti archeologici presenti nel territorio, Alghero ha grandi potenzialità per poter puntare sulla destagionalizzazione del turismo. L'archeologia, la storia si può “vendere” tutto l'anno e la Riviera del Corallo, così come tutta la Sardegna hanno un patrimonio unico al mondo. Insomma, l'archeologia potrebbe diventare una sorta di locomotiva per il turismo. “Archeologika 2021” si prefigge proprio questo obiettivo: promuovere l'offerta turistica legata principalmente agli attrattori archeologici sardi.

Nei giorni scorsi in città si è tenuto un workshop nel corso del quale i tour operator, specializzati nel confezionare offerte di viaggi culturali, hanno incontrato l'offerta, costituita dagli operatori sardi che hanno aderito all'iniziativa. La vasta offerta archeologica del territorio abbinata all'offerta ricettiva e dei vari servizi è stata al centro degli incontri, con un riscontro estremamente positivo da parte degli operatori che hanno avuto modo di apprezzare la grande bellezza dei siti: dal nuraghe Palmavera alle necropoli di Anghelu Ruju, passando per Santu Pedru e il museo archeologico. È stato un tour che poi ha toccato l'intero territorio, dal centro storico all'area parco. Intanto, venerdì scorso, in occasione delle giornate dell'archeologia, è stato presentato il lavoro di pulizia, rilievo e documentazione del nuraghe di Monte Carru, a cura di Soprintendenza, Comune, Fondazione Alghero e la società immobiliare Botticelli che ha finanziato l'intervento. I lavori hanno permesso di individuare la complessità del monumento che mostra particolari soluzioni costruttive e la lunga frequentazione del luogo fino all'età romana. Tra i presenti il sindaco Mario Conoci, il funzionario archeologo per il territorio Gabriella Gasperetti, Daniela Rovina della Soprintendenza, l'assessore alle manutenzioni Antonello Peru, gli archeologi Pietro Alfonso, Luca Doro, Alessandra La Fragola e Mario Paddeu; inoltre i progettisti Nunzio Camerada e Diego Masala. «La tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio storico è un valore importante – ha detto Conoci –. In particolare i nuraghi rappresentano l'essenza della nostra identità con la loro millenaria storia. La loro preservazione e cura è un nostro dovere assoluto, soprattutto per ciò riguarda l'aspetto della ricaduta sul turismo».

Il tema turismo archeologico è uno dei punti sui quali punta l'assessore alla cultura e turismo, Marco Di Gangi il quale sottolinea che «il nostro patrimonio archeologico, al pari di quello paesaggistico, ha potenzialità incredibili che possono aiutarci ad ampliare l'offerta ben oltre i tradizionali mesi estivi. Archeologika è un'opportunità che vogliamo cogliere appieno, sostenendola con convinzione. L'importanza di valorizzare la destinazione Alghero anche con il diretto coinvolgimento dei soggetti che veicolano l'offerta turistica nei vari mercati». Sul tema turismo archeologico è intervenuta anche Giovanna Tanda, presidente della cooperativa Silt che gestisce i siti del nuraghe Palmavera e le necropoli di Anghelu Ruju e Santu Pedru. «Con l'archeologia si può creare un indotto importante per Alghero e l'intera Sardegna, ma occorre sviluppare queste potenzialità investendo tanto in termini di promozione del territorio e del suo patrimonio culturale. Il turismo archeologico è un settore sul quale puntare per destagionalizzare. Però - ha concluso Giovanna Tanda - bisogna creare le condizioni giuste, mettendo in rete tra le varie anime del comparto turistico culturale».



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