Il Parco di Porto Conte punta sull’ecoturismo
di Nicola Nieddu
L’ente ha aderito al progetto DestiMed insieme ad altre nove aree protette Nei giorni scorsi un gruppo di otto tester da tutta Europa ha visitato le strutture
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ALGHERO. Valorizzazione delle potenzialità ecoturistiche in chiave ambientale, economico, sociale e della governance delle aree protette del bacino del Mediterraneo, attraverso la costruzione di una rete ecoturistica. Queste le finalità del progetto DestiMed Plus con il Parco di Porto Conte che è stato il primo, tra le aree protette che partecipano al progetto, ad aver effettuato il full test del pacchetto di ecoturismo, al quale partecipano nove aree protette del Mediterraneo, in rappresentanza di nazioni come Francia, Croazia, Albania, Spagna, Grecia e Italia rappresentata oltre che dal Parco di Porto Conte anche dall'Area Marina Protetta delle isole di Ventotene e Santo Stefano che fanno parte dell'arcipelago Pontino.
Il pacchetto, che ha una forte impronta legata alla mobilità lenta e sostenibile, ha permesso al gruppo di otto tester di effettuare una serie di escursioni in e-bike, a piedi e in catamarano a vela, alla scoperta dei siti naturalistici e panoramici più belli del territorio come la foresta demaniale delle Prigionette con la splendida insenatura di Cala Barca, l'area collinare di Monte Murone e Monte Vaccargiu, le spiagge di Punta Negra e Lazzaretto, la Grotta di Nettuno e le acque dell'Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola Piana. L'aspetto legato alla storia e alla cultura del parco algherese è stato evidenziato con la visita alle aree museali presenti nella sede del parco a Casa Gioiosa, il museo dedicato a Saint-Exupéry nella torre di Porto Conte e la visita del centro storico di Alghero con le sue bellezze architettoniche che raccontano i legami storici e linguistici con la Catalogna. Anche l'enogastronomia ha recitato un ruolo importante, con gli ospiti che hanno potuto gustare la bontà delle produzioni sostenibili e autoctone delle aziende contrassegnate con il marchio del parco e di conoscerle nei laboratori di cucina legati alla filiera cerealicola dell'area protetta algherese.
In particolare, il gruppo di otto tester provenienti da Spagna, Francia, Croazia, Grecia e Regno Unito era costituito da tour operator, esperti di turismo sostenibile, membri del Centro per la Cooperazione Mediterranea dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime dell'UE, dell'università di Vic (Catalogna) e dell'istituto per il turismo di Zagabria (Croazia). «Un test importante – hanno sottolineato dall'Ente parco – che ha voluto anche essere un invito alla ripartenza con le attività legate al turismo».
Il pacchetto, che ha una forte impronta legata alla mobilità lenta e sostenibile, ha permesso al gruppo di otto tester di effettuare una serie di escursioni in e-bike, a piedi e in catamarano a vela, alla scoperta dei siti naturalistici e panoramici più belli del territorio come la foresta demaniale delle Prigionette con la splendida insenatura di Cala Barca, l'area collinare di Monte Murone e Monte Vaccargiu, le spiagge di Punta Negra e Lazzaretto, la Grotta di Nettuno e le acque dell'Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola Piana. L'aspetto legato alla storia e alla cultura del parco algherese è stato evidenziato con la visita alle aree museali presenti nella sede del parco a Casa Gioiosa, il museo dedicato a Saint-Exupéry nella torre di Porto Conte e la visita del centro storico di Alghero con le sue bellezze architettoniche che raccontano i legami storici e linguistici con la Catalogna. Anche l'enogastronomia ha recitato un ruolo importante, con gli ospiti che hanno potuto gustare la bontà delle produzioni sostenibili e autoctone delle aziende contrassegnate con il marchio del parco e di conoscerle nei laboratori di cucina legati alla filiera cerealicola dell'area protetta algherese.
In particolare, il gruppo di otto tester provenienti da Spagna, Francia, Croazia, Grecia e Regno Unito era costituito da tour operator, esperti di turismo sostenibile, membri del Centro per la Cooperazione Mediterranea dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime dell'UE, dell'università di Vic (Catalogna) e dell'istituto per il turismo di Zagabria (Croazia). «Un test importante – hanno sottolineato dall'Ente parco – che ha voluto anche essere un invito alla ripartenza con le attività legate al turismo».
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