Conoci toglie la delega a Di Gangi

Caso Fondazione Alghero: il sindaco esautora l’assessore ribelle che resta in carica ma senza poteri

ALGHERO. Si infiamma la situazione politica in città per il caso della Fondazione Alghero: il sindaco Mario Conoci con un decreto apposito ha ritirato le deleghe all’assessore Marco Di Gangi, che aveva contestato la legittimità della posizione del presidente della Fondazione Andrea Delogu. Di Gangi così da ieri è in carica, ma senza deleghe. Nell’atto non ci sono motivazioni. Una semplice disposizione del sindaco, che non poteva motivare il ritiro delle deleghe con la mancanza di fiducia, altrimenti avrebbe sancito il passaggio all’opposizione del gruppo di Fratelli d’Italia. Gruppo che però su questa polemica si presenta diviso, in quanto l’unico consigliere comunale presente nell’assemblea, Christian Mulas, aveva già preventivamente scaricato Di Gangi e ribadito la fiducia a Conoci. A complicare la situazione, il fatto che il partito al quale Di Gangi e Mulas appartengono non avrebbe gradito la decisione del sindaco.

La situazione interna della maggioranza quindi si complica, a poche ore dal voto sul rendiconto in consiglio comunale previsto per questo giovedì: attualmente Forza Italia mantiene carta bianca sul turismo e la cultura, di fatto gestito dalla Fondazione Alghero, e il gruppo consiliare fa cartello proprio col capogruppo dei Fratelli d’Italia Mulas, con comunicati congiunti che escludono il resto della coalizione.

Negli ambienti politici si parla di trattative del partito della Meloni con consiglieri del gruppo misto che a questo punto avrebbero la maggioranza per esprimere un assessore al posto di Di Gangi, qualora la trattativa andasse a buon fine. Un calderone bollente che potrebbe preludere a un settembre molto agitato.

Intanto Marco Di Gangi non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, l’unica certezza è che all’interno di Fratelli d’Italia si sta valutando come agire. Il caso, come detto, è esploso a pochi giorni da un appuntamento molto importante come l’approvazione del rendiconto finanziario 2020, dopodiché si discuterà di assestamento di bilancio e salvaguardia equilibri per l’esercizio 2021.

Chiaro che la lettera di Di Gangi ha fatto esplodere una “bomba” all’interno della maggioranza, soprattutto nei rapporti con Forza Italia già logori da tempo. Una lettera interna che è stata resa pubblica, non da Di Gangi, dove veniva segnalata una presunta incompatibilità giuridica e statutaria fra i ruoli di direttore, presidente e amministratore delegato della Fondazione Alghero assegnati a una sola persona, Andrea Delogu, uno degli uomini di peso di Forza Italia molto vicino all’ex sindaco Marco Tedde. Un “tackle scivolato”che non è stato evidentemente gradito anche perché la lettera era corredata di documenti e atti. Una situazione che ha complicato ancora di più i rapporti all’interno della maggioranza, con Conoci che ha da sbrogliare una bella matassa. Una sorta di rebus con sullo sfondo una serie di punti: Forza Italia non ha mai nascosto l’ambizione di guidare un assessorato strategico per affrontare la sfida del settennato 2021-2027 nell’attività di intercettazione e progettazione dei fondi europei per lo sviluppo territoriale, culturale e turistico. Poi la contestatissima sovraesposizione della lista civica “Noi con Alghero” che, pur perdendo il consigliere Maurizio Pirisi (approdato alla Lega) ha mantenuto in giunta due assessorati. Infine il gruppo misto con Monica Pulina e Giovanni Monti, che difficilmente vorrà recitare il ruolo di comparsa in questo nuovo scenario.

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