«Delogu non è incompatibile»
di Nicola Nieddu
Il segretario generale del Comune replica a Di Gangi: le cariche alla Fondazione Meta sono legittime
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ALGHERO. «La situazione del dottor Andrea Delogu non configura incompatibilità ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo numero 39/2013». Risponde così la segretaria generale del comune Giovanna Solinas Salaris alla lettera con la quale l’assessore Marco Di Gangi segnalava la sospetta incompatibilità giuridica e statutaria fra i ruoli di direttore, presidente e amministratore delegato della Fondazione Meta ricoperti da Andrea Delogu. Secondo il segretario generale «l’articolo 12 sancisce i casi d’incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni ed esterni e le cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali; gli incarichi conferiti al presidente della Fondazione Meta, dottor Delogu, sono quelli di amministratore delegato con conferimento di funzioni di direttore generale, incarichi inseriti, invece, tra quelli di amministratore di enti pubblici e di enti privati di controllo pubblico e gli incarichi amministrativi di vertice».
La nota della segretaria generale Giovanna Solinas Salaris prosegue ricordando che «tale lettura trova riscontro anche in precedenti deliberazioni e pareri emessi dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac)», citando la delibera 1005 del 2017 dove l’Anac si è espressa proprio sulla presunta incompatibilità tra la carica di direttore generale di una società in controllo pubblico e quella di presidente e amministratore delegato della medesima società. La stessa Segretaria generale del comune di Alghero evidenzia anche che «pur non avendo ravvisato, nel caso in esame, alcuna violazione delle norme contenute nel decreto legislativo 39/2013, tiene a precisare che la questione sollevata dall’assessore Di Gangi riguardi una tematica assai complessa che presenta innegabili peculiarità dettate dall’effettivo ruolo e attività svolte nella qualità di direttore generale e amministratore delegato, dovendosi verificare se sussista o meno l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione. Tale circostanza meriterebbe un’analisi da parte dell’Autorità».
Un problema normativo con l’Anac che nel recente passato ha formulato al legislatore delle osservazioni in merito ad alcune disposizioni, ritenendo che il testo vigente del D.Lgs. 39/2013, necessitasse di urgenti modifiche.
Intanto sulla questione il sindaco Mario Conoci preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Dagli uffici di Porta Terra prendono atto, così come fatto in precedenza rispetto alla relativa comunicazione-denuncia, che i rilievi mossi da Di Gangi sono destituiti da ogni fondamento giuridico, in quanto si è espresso il segretario generale, garante massimo di garanzia della legittimità degli atti dell’amministrazione, il quale ha dichiarato che il ruolo che sta svolgendo è legittimo. Segreteria generale che si è espressa in tempi rapidi mettendo al riparo l’attività della Fondazione. Resta il problema del metodo utilizzato dall’assessore che per accertare una situazione del genere, secondo più voci della maggioranza, avrebbe potuto ricorrere a una semplice interlocuzione con gli organi dell’amministrazione.
La nota della segretaria generale Giovanna Solinas Salaris prosegue ricordando che «tale lettura trova riscontro anche in precedenti deliberazioni e pareri emessi dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac)», citando la delibera 1005 del 2017 dove l’Anac si è espressa proprio sulla presunta incompatibilità tra la carica di direttore generale di una società in controllo pubblico e quella di presidente e amministratore delegato della medesima società. La stessa Segretaria generale del comune di Alghero evidenzia anche che «pur non avendo ravvisato, nel caso in esame, alcuna violazione delle norme contenute nel decreto legislativo 39/2013, tiene a precisare che la questione sollevata dall’assessore Di Gangi riguardi una tematica assai complessa che presenta innegabili peculiarità dettate dall’effettivo ruolo e attività svolte nella qualità di direttore generale e amministratore delegato, dovendosi verificare se sussista o meno l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione. Tale circostanza meriterebbe un’analisi da parte dell’Autorità».
Un problema normativo con l’Anac che nel recente passato ha formulato al legislatore delle osservazioni in merito ad alcune disposizioni, ritenendo che il testo vigente del D.Lgs. 39/2013, necessitasse di urgenti modifiche.
Intanto sulla questione il sindaco Mario Conoci preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Dagli uffici di Porta Terra prendono atto, così come fatto in precedenza rispetto alla relativa comunicazione-denuncia, che i rilievi mossi da Di Gangi sono destituiti da ogni fondamento giuridico, in quanto si è espresso il segretario generale, garante massimo di garanzia della legittimità degli atti dell’amministrazione, il quale ha dichiarato che il ruolo che sta svolgendo è legittimo. Segreteria generale che si è espressa in tempi rapidi mettendo al riparo l’attività della Fondazione. Resta il problema del metodo utilizzato dall’assessore che per accertare una situazione del genere, secondo più voci della maggioranza, avrebbe potuto ricorrere a una semplice interlocuzione con gli organi dell’amministrazione.
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