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Alghero

Aplec in città, oltre al folk forte ricaduta economica

di Nicola Nieddu
Aplec in città, oltre al folk forte ricaduta economica

Bilancio più che positivo per il festival internazionale della cultura catalana Cinquemila presenze, quattordici alberghi sold out e tantissimi ristoranti pieni

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ALGHERO. Un bilancio straordinariamente positivo quello del 33° Aplec international della cultura catalana, edizione di Alghero che resterà nella storia per l’impatto mediatico mondiale derivato dalla presenza delle massime istituzioni del governo catalano e del caso Puigdemont. Ma la grande festa del folklore è stata un successo che ha superato anche le migliori aspettative. Lo spettacolo dei tre giorni che ha invaso il centro e il porto e il Quarter di Alghero è stato fortemente attrattivo. La banchina Dogana, sempre al massimo della capienza, con spettatori sui bastioni e in ogni parte della restante area, è stata l’epicentro degli spettacoli. Un grande evento, insomma, di gran lunga il più consistente per quanto riguarda il ritorno economico in città. Oltre mille persone per cinque giorni, con quattordici alberghi occupati, ristoranti convenzionati, escursioni alla Grotta di Nettuno e ai siti archeologici, rappresentano la cifra di un evento che ha prolungato la cadenza del pieno della stagione. Impegnati per il trasporto da Porto Torres ad Alghero e ritorno diciotto pullman, messi a disposizione spazi per la logistica come lo stadio Mariotti e la Torre di Sulis e gli spazi interni del Quarter per i camerini dei figuranti. Una macchina organizzativa complessa che è stata allestita dagli uffici del Comune e dalla Fondazione Alghero, che hanno collaborato con la collaudata struttura tecnica di Adifolk, che ogni anno organizza l'evento in una città d'Europa e del mondo. Un successo anche dal punto di vista organizzativo, nonostante la complessità dei tanti aspetti tecnici.

Ottima anche la fusione con il folklore sardo, portato in rassegna dalla Fondazione Maria Carta, presieduta da Leonardo Marras, con l’intento di unire la tradizione dell’intera isola a quella della Catalogna. «Una promozione della città straordinaria e di fortissima valenza, inimmaginabile da conseguire con risorse proprie. La città ha goduto di questa mirabile rappresentazione popolare con le attività che hanno goduto pienamente della forte affluenza di catalani ma anche di quanti sono giunti ad Alghero per godere dello spettacolo», commenta il sindaco Mario Conoci. «Alghero, con questo grande evento fortifica il suo ruolo centrale per gli appuntamenti di grande richiamo», sottolinea Andrea Delogu, presidente della Fondazione Alghero. La manifestazione organizzata da Adifolk, Comune e Fondazione Alghero ha contato sul supporto della Generalitat de Catalunya.

Un evento di portata internazionale il cui esito ha soddisfatto pienamente Ivan Besora, presidente di Adifolk, che lo ha definito «uno dei più riusciti degli ultimi anni». Importantissima la presenza istituzionale composta dalla presidente del parlamento catalano Laura Borràs, dalla consigliera d’Acciò exterior Victoria Alsina, dallo stato maggiore della Generalitat in Italia, dalle diputacions di Girona e Barcellona, da sindaci e amministratori.

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