Franceschino va oltre l’esproprio

I lavori per la circonvallazione lo hanno costretto a trasferire l’azienda. Ma lui a 92 anni non lascia

ALGHERO. Franceschino Brundu, quasi 92 anni, rappresenta un pezzo della storia dell’edilizia nella Riviera del Corallo. L’arrivo della circonvallazione lo ha costretto a spostare l’attività di Carrabuffas, ma non ad arrendersi. Da poche settimane è operativo nella nuova sede all’ingresso di Alghero, a Galboneddu, dove la sua azienda di manufatti in cemento continua a produrre materiali per l’edilizia. Signor Franceschino è sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, anche se la storia della sua fabbrica di manufatti in cemento ha rischiato di interrompersi nel percorso di esproprio per la realizzazione della circonvallazione: nel suo terreno passa infatti in pieno la nuova strada urbana a quattro corsie. Poi, quasi in extremis, l’amministrazione comunale è riuscita a trovare un accordo che ha determinato il trasferimento dell’attività e garantire la continuità della produzione.

Una vita spesa nel cemento, prima da costruttore, negli anni ’50 e ’60, poi come produttore di materiali. Una fabbrica, la sua, a Carrabuffas, che ha messo il marchio a migliaia di metri di condotte nella bonifica della Nurra, con la produzioni di tubi in cementi speciali, a ettari di vigneti, quando i paletti delle vigne si fabbricavano in cemento, per non parlare dei metri quadri di mattonelle per marciapiede disseminati in tutta la Sardegna. Ha prodotto occupazione stabile per i suoi dipendenti, sempre su una media di dieci operai, e ha resistito a ogni rivoluzione tecnologica mettendo in campo inventiva, capacità e lungimiranza.

Non ha alcuna intenzione di smettere, l’imprenditore originario di Bottidda, ma residente ad Alghero fin da ragazzo. Dal 1976 l’azienda Brundu realizza prodotti per i cantieri, nonostante le diverse crisi che il settore ha attraversato, mantenendo sempre il livello occupazionale, attualmente di sei dipendenti. Resiste al tempo, come detto, e all’arrivo delle multinazionali che anche in questo settore hanno causato la crisi dei piccoli produttori.

Le chilometriche sedute del lungomare Barcellona, ad esempio, sono di sua produzione. L’architetto Joan Busquets, il progettista catalano del lungomare che ha cambiato radicalmente il fronte del mare di Alghero, si è rivolto a lui per realizzare le panchine del progetto: dal disegno alla forma al pezzo speciale, le “ramblas” hanno avuto le panchine su misura.

E poi l’attaccamento alla tradizione, con la realizzazione, unico in Sardegna delle mattonelle in graniglia stile liberty, pavimentazioni in uso nei primi del novecento fino al secondo dopoguerra per poi lasciare il posto all’avvento della ceramica. «Ho sempre creduto nel lavoro, nella dedizione al lavoro, all’occupazione dei dipendenti – dice Franceschino Brundu –, ho partecipato con onore alla crescita, con il mio modesto contributo, dell’edilizia di Alghero e in Sardegna, collaborando con le imprese per trovare soluzioni adeguate alle progettualità». Franceschino Brundu è un imprenditore che ha sempre creduto nella tradizione, ma che ha saputo individuare nelle nuove tecniche e nell’innovazione la continuità della propria azienda.

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