Addio a Giuseppe Saba, decano dei vigili del fuoco
Aveva 92 anni ed era entrato nel Corpo nel 1954. Due anni fa l’intervista sulla Nuova Sardegna
Sassari Aveva 92 anni, e anche se era in pensione dal 1990, non aveva mai smesso di essere un vigile del fuoco. Giuseppe Saba, decano dei pompieri sassaresi, se n’è andato: lo ha comunicato il figlio Antonello, con un post su Facebook che ha destato grande commozione: «Come vigile del fuoco ha servito la comunità con un coraggio che ancora oggi, nelle parole di chi ha lavorato con lui, brilla di una luce speciale. Per me è sempre stato un orgoglio immenso, un’eredità che mi sono portato dietro come una responsabilità dolce e pesante al tempo stesso: il desiderio di essere, se non come lui, almeno all'altezza del suo esempio».
Giuseppe Saba era stato intervistato su queste pagine due anni fa, in occasione del suo novantesimo compleanno. Era diventato vigile del fuoco quasi per caso, nel 1954. Si era presentato alle selezioni dopo essere arrivato in bicicletta a Sassari: era partito da Ozieri, la città dove era nato nel 1933. Poi il servizio a Livorno, Cagliari e infine il ritorno a Sassari, nella vecchia caserma di via Torino. «Siamo uomini come altri, ma non dobbiamo dimenticarci di essere addestrati e pronti. E poi c’è la passione, un elemento fondamentale per chi fa questo lavoro» aveva raccontato alla Nuova. Fra gli interventi, quello del 1969 quando lui e i colleghi riuscirono a salvare tutti gli inquilini del grattacielo vecchio in piazza Castello, devastato da un incendio. «Nella vita ho avuto paura, ma sempre dopo, quando mi sono messo a pensare ai pericoli che avevo corso. Durante l’emergenza non si può avere paura. Perché noi facciamo quello che dice la Costituzione: salviamo le persone, i beni e gli animali». Tanti gli attestati di cordoglio e di vicinanza alla famiglia, molto conosciuta: uno dei figli di Giuseppe, Luca, è il direttore regionale della Coldiretti.
