Alghero, piazza dei Mercati: il buco dove regna l’insicurezza

La notte scorre senza regole tra via-vai sospetti, fetori nauseabondi e buio totale. Lo stato di degrado del parcheggio interrato. «Serve un servizio di guardiania» 

ALGHERO. Un ombelico di cemento armato ai lati del quale la vita scorre normalmente. Ma nelle cui pieghe, specie quando il sole tramonta, si nasconde un microcosmo angosciante: vetrine oscurate da pannelli per la totale assenza di attività commerciali, bottiglie di alcolici abbandonate un po’ ovunque, via-vai sospetto di individui verosimilmente alla ricerca di stupefacenti, fetore nauseabondo di urina e succhi gastrici, talvolta risse tra giovani annoiati o sballati. E, manco a dirlo, raid vandalici.

Stando agli annunci di chi l’ha fortemente voluto e alle aspettative di molti algheresi, il complesso edilizio di piazza dei Mercati – inaugurato nel 2011 e risultato di un accordo tra amministrazione comunale e imprenditori privati – avrebbe dovuto far rifulgere quella parte del centro storico non ricompresa nel perimetro ideale delle vecchie mura. Ma la verità è che qui non risplende nulla, e non solo perché da giovedì scorso manca persino l’illuminazione pubblica. Il buio è completo. Come se quello spazio fosse la metafora di una città che d’estate appare baciata da Dio e paradiso del turismo internazionale, mentre in bassa stagione – quando anche i riflettori della vita luccicante si spengono – ridiventa un luogo in cui emergono disagi sociali e microcriminalità. Le forze dell’ordine controllano, spesso sollecitate dalle chiamate dei residenti. Ma un presidio fisso è impensabile.


Probabilmente è anche per questo motivo che chi ha pensato di aprire in quella piazza un’attività, alla fine si è arreso. Al momento gli unici locali occupati sono quelli di un Caf e dell’Inps, che stando a quanto si dice starebbe per lasciare gli spazi, nonostante li abbia ottenuti in comodato d’uso gratuito dal Comune. In realtà, nella parte alta davanti al mercato civico, c’è pure una gioielleria, nella quale si entra soltanto dopo aver suonato il campanello. «Non ci sentiamo sicure – ammette Piera Sanna, responsabile del negozio – per questo la sera siamo sempre in due. Spiace dirlo, ma che da queste parti circoli droga lo si capisce usando l’olfatto e la vista: spesso l’odore dell’hashish è fortissimo e poi, nel garage sotterraneo, non è difficile trovare siringhe».

Il mega parcheggio interrato a due piani – che nelle speranze di tutti avrebbe risolto o almeno attenuato di molto l’annoso problema dei posti auto che non bastano mai – quando da settembre cessa il servizio di guardiania, resta praticamente deserto, o meglio in balìa di personaggi votati all’illegalità, come dimostra anche l’acronimo “acab” scritto sui muri con una bomboletta spray: sta per “all caps are bastards”, ossia tutti i poliziotti sono bastardi.

Ciò che è evidente è lì sotto regna il degrado. Gli ascensori sono tutti distrutti e il varco principale sulla torretta della piazza è addirittura piombato. Per avventurarsi all’interno bisogna letteralmente turarsi il naso e affrontare delle rampe luride oltre che – visto che non c’è più alcun controllo – poco raccomandabili. Massimo Cadeddu, presidente territoriale di Confcommercio e titolare di un negozio di abbigliamento a poche decine di metri di distanza, sospira mostrando amarezza. «Le telecamere di videosorveglianza non possono bastare – dice –, perché chi è malintenzionato indossa un casco per camuffarsi e le distrugge in un istante. Per rendere il posto davvero tranquillo è necessario garantire il servizio di guardiania tutto l’anno, non soltanto d’estate». Parole confermate anche da Alessandra Casu, docente alla facoltà di Architettura e presidente del Comitato per il centro storico. «Adesso che la bella stagione è terminata e non c’è più un servizio di controllo – racconta – sono puntualmente ricominciati gli episodi sgradevoli: nei vani scale abbiamo trovato escrementi non solo liquidi e ci sono persone che trovano riparo lì pur non avendo nulla a che fare con il parcheggio. Infine, persino le nostre automobili sono state danneggiate, così come gli estintori».
 

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