La tragedia dei 3 operai morti a Torino: un professionista di Alghero nell'auto schiacciata dalla gru
Pier Luigi Erre ha 33 anni, vive ormai in Liguria, al Corriere della Sera ha rilasciato un'intervista colma di dolore per la sorte dei tre tecnici e di incredulità per lo scampato pericolo
Sul sito del Corriere della Sera è stata pubblicata la testimonianza dell'algherese Pier Luigi Erre, 33 anni, un tecnologo alimentare adesso residente in Liguria, che sabato 18 dicembre si è ritrovato a Torino in via Genova nel momento del crollo della gru in cui sono rimasti uccisi tre operai, Roberto Peretto, Marco Pozzetti e Filippo Falotico, e ferite altre due persone. La gru ha schiacciato la sua auto, una Alfa Romeo Mito. Era lì per lavoro.
Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il giovane professionista di Alghero ha spiegato che "a un tratto ha sentito un rumore, un boato": «Non capivo cosa fosse, ma l’istinto mi ha spinto ad accelerare. Poi - dice ancora al Corriere - qualcosa ha colpito il tetto della macchina, proprio sul lato del guidatore. La portiera è volata via, sono esplosi gli airbag e io sono stato spinto all’indietro contro il sedile. In un secondo mi è passata tutta la vita davanti e ho pensato che non ce l’avrei fatta, anche se non avevo idea di cosa stesse succedendo. Poi mi sono reso conto che potevo muovermi e sono sceso dall’abitacolo con le mie gambe. Faccio ancora fatica a crederci. Ho visto uno di quei poveri operai, immobile sull’asfalto. È un’immagine che continuo ad avere davanti agli occhi. Io mi sono salvato, loro no e mi dispiace».
In ospedale ha chiamato subito i familiari: «Ho una vertebra rotta, faccio fatica a respirare e ho contusioni un po’ ovunque. Inoltre devo indossare un busto ortopedico e la prognosi è di sessanta giorni, ma mi ritengo più che fortunato. I lividi passeranno, le auto si ricomprano e la vertebra si salderà. Saranno più difficili da curare le ferite della mente».
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