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Alghero

La Rete Metropolitana va in soccorso del Calich

di Nicola Nieddu
La Rete Metropolitana va in soccorso del Calich

In arrivo mezzo milione di euro per il depuratore di Santa Maria La Palma Il Parco di Porto Conte ha pronto il progetto e sta per affidare l’appalto

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ALGHERO. Mezzo milione di euro per l'ottimizzazione del depuratore di Santa Maria La Palma, già disponibile grazie alla programmazione territoriale 2014-2020 della Rete Metropolitana del Nord Sardegna: è un primo, importante risultato del programma Retralags che ieri mattina è stato discusso dalla commissione comunale Ambiente.

Il comune di Alghero è promotore e capofila del programma, il primo approvato in Sardegna, che utilizzerà finanziamenti comunitari. Si tratta di un progetto che mette insieme 43 tra amministrazioni locali, enti territoriali, associazioni, imprese, per la riqualificazione del territorio sulla base di un programma condiviso. Il sindaco Mario Conoci, che è anche vicepresidente della Rete Metropolitana del Nord Sardegna, evidenzia come «la visione della Rete sia particolarmente incentrata sulle tematiche ambientali sulle quali si sta investendo, e queste risorse vanno ad agire su un aspetto importantissimo della qualità ambientale che tocca la laguna del Calich. L'attuazione del progetto – precisa – è uno dei riscontri del programma comunitario Retralags che prevede interventi per la riqualificazione ambientale nell'ambito del bacino idrografico della laguna del Calich». Il soggetto attuatore è il Parco Regionale di Porto Conte, nella cui perimetrazione ricade l'area interessata dai lavori, la località Pala Pirastru, nella quale è localizzato il depuratore a servizio della borgata, in un'area situata nei pressi dell'intersezione con la Statale 291 che collega le borgate di Fertilia e Santa Maria La Palma. Le opere riguardano interventi di tutela e salvaguardia indispensabili e funzionali alla valorizzazione della laguna del Calich e i lavori saranno incentrati sulla realizzazione di un idoneo invaso di accumulo e lagunaggio delle acque depurate, prima dell'immissione delle stesse nella laguna, in modo che il carico organico generato dallo scarico dei reflui depurati nella laguna risulti notevolmente mitigato.

Il Parco di Porto Conte, destinatario del finanziamento della Rete Metropolitana, ha pronto il progetto che attende ora di giungere alla fase dell'affidamento dell'appalto. Definite anche le fasi di interlocuzione con Abbanoa, soggetto istituzionale destinatario dell'intervento, con il quale si è concordato di rendere più funzionale il progetto riconducendolo ad un sistema di fitodepurazione anziché di lagunaggio, mantenendo la coerenza degli obbiettivi e risultati attesi. Dell'intervento si è occupata ieri anche la quinta commissione consiliare ambiente, Parco e Area Marina Protetta, presieduta da Christian Mulas. Un sistema che quando entrerà in funzione consentirà di raggiungere un livello consistente di affinamento delle acque che si immettono nella laguna, con risultati positivi per l'intero ecosistema. Definita anche la procedura riguardante i terreni oggetto dei lavori, 2.500 mq, che verranno acquisiti dall'Ente Parco.

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