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Alghero

"Esco a fare una passeggiata" e la maestra di Alghero svanisce nel nulla

Claudio Zoccheddu
Claudio Carente mostra una delle strade che la madre potrebbe aver percorso il 3 agosto 2021
Claudio Carente mostra una delle strade che la madre potrebbe aver percorso il 3 agosto 2021

Era il 3 agosto 2021 quando Giovanna Cilla si è allontanata da casa e non è più tornata. L'ultimo avvistamento 9 ore dopo la scomparsa

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ALGHERO. Nuvole ad agosto. Non capita spesso ma quando capita molti programmi vanno all'aria. All'ultimo momento. C'erano le nuvole il 3 agosto dello scorso anno. Il cielo di Alghero era coperto e minacciava pioggia. Un imprevisto ha convinto Giovanna Cilla e il marito, Pietro Carente, a rivedere le intenzioni per la giornata. La coppia voleva trascorrere una mattinata di relax sulla sabbia di Maria Pia, la spiaggia vicina alla casa che la famiglia Carente, sassarese, possiede nelle zona dell'ospedale marino di Alghero da una trentina d'anni. Un'area perfetta anche per le passeggiate, verso Fertilia, verso Capo Caccia. Quindi, cambio di programma. Giovanna era già pronta, Pietro no. «Mio padre stava finendo di guardare le olimpiadi in tv, doveva prepararsi - racconta Claudio, uno dei due figli della coppia -. Ha detto a mia madre di iniziare a scendere, ché l'avrebbe subito raggiunta». Giovanna lo ha preso in parola, ma non ha aspettato ed è sparita nel nulla. Quando Pietro era pronto lei non c'era e nessuno, ad eccezione di un singolo testimone oculare, l'avrebbe più rivista. Sono passati quasi sette mesi da quel giorno e sulla storia di Giovanna è calato il silenzio. Nessuno sa che fine abbia fatto e ormai sono rimasti in pochi a cercarla in quella immensa pineta tra Fertilia e Santa Maria La Palma, alle spalle della Baia di Porto Conte, dove i familiari credono che possa essersi persa.

La scomparsa. Giovanna Cilla ha 68 anni e quando è scomparsa indossava una maglia bianca a pois, jeans chiari, un paio di scarpe aperte e una giacchina nera che teneva sul braccio. Era esattamente così quando è stata ripresa dalle telecamere a circuito chiuso che hanno permesso agli inquirenti e alla famiglia di ricostruire il primo tratto della passeggiata che l'ha consegnata al lunghissimo elenco degli scomparsi in Sardegna. Lo scorso agosto Giovanna non stava attraversando un buon momento. In poco tempo erano morti il padre e la sorella, due lutti che avevano colpito l'ex maestra che si era rifugiata nella passione per la lettura, lasciando scemare gli altri interessi. Ma all'orizzonte iniziava ad affacciarsi qualcosa di più complesso: «È sempre stata una donna brillante, piena di interessi - racconta Claudio -. Ultimamente non era più lei. Dimenticava le cose, sempre più spesso. Abbiamo temuto che fosse un principio di demenza senile e per questo avevamo prenotato una visita di controllo a fine mese». Lo stato di salute della 68enne potrebbe essere una delle cause della sua scomparsa: «Crediamo che una volta in strada si sia dimenticata dove fosse. Un'amnesia potrebbe essere il motivo per cui ha iniziato a camminare senza meta e senza nemmeno attendere mio padre. Eppure nella zona di casa si muoveva a piedi piuttosto spesso, sbrigava qualche commissione, faceva la spesa». Ma quel giorno Giovanna non è andata a fare la spesa. Ha iniziato a camminare, questo sì, ma nella direzione sbagliata.

La ricostruzione. Erano circa le 11.15 del mattino del 3 agosto del 2021 quando Giovanna Cilla ha iniziato a muoversi a passo spedito. Come se avesse qualcosa da sbrigare, in fretta. Da via Liguria si è spostata in direzione di viale Salvatore Burruni, lo stradone a quattro corsie che collega Alghero a Fertilia. Una strada molto frequentata da chi fa moto e dunque la sua presenza era un dettaglio per nulla strano, un pezzo di un puzzle fatto di decine e decine di persone che oggi giorno passano da quello stradone. Giovanna ha percorso parecchi chilometri perché circa un'ora e mezza dopo essere uscita di casa è stata ripresa da una telecamere di sorveglianza nella strada vicinale Monte Palmavera, una sottile lingua d'asfalto e che parte dalla statale 291 della Nurra, nel tratto tra Fertilia e Santa Maria La Palma, e conduce verso Monte Doglia. Più di sette chilometri in un'ora e mezza. Quando è stata filmata, Giovanna camminava di buona lena e si dirigeva verso le colline che dominano l'area. Un'altra zona molto frequentata da chi fa sport che ha permesso all'ex maestra di passare sostanzialmente inosservata, come una delle tante donne che passeggiano in zona, soprattutto in una mattina grigia come quella del 3 agosto. A questo punto è probabile che la donna, sentendosi smarrita, abbia proseguito fino al bivio con la strada vicinale Monte Arenosu, dove potrebbe aver deciso di risalire verso la pineta, oppure di ritornare verso la 291. Impossibile dirlo perché le sue tracce si perdono proprio all'altezza di quel bivio di campagna e nessuno è stato in grado di ricostruire i suoi spostamenti successivi. L'unica cosa certa è che Giovanna Cilla è stata avvistata intorno alle 20 parecchio lontano. Era seduta su una roccia in una delle aree di sosta della ciclabile che scorre lungo la statale 127 Bis, quella che passa dietro la spiaggia delle Bombarde. Secondo l'avvistamento, Giovanna, nove ore dopo aver lasciato via Liguria, si riposava in perfetta solitudine nel luogo in cui è stata notata da un ciclista a cui è rimasta impressa l'immagine di una donna che sembrava attendere il tramonto in un'area inusuale, sola, seduta in silenzio su un masso. Strano. Talmente strano che il ciclista, dopo che la scomparsa era ormai ufficiale, ha ricordato con precisione diversi dettagli di quel particolare incontro.

Le ricerche. «Come sia arrivata sino a là è un mistero - spiega il figlio -. Sono tanti chilometri e se è vero che il tempo sarebbe stato più che sufficiente, mia madre non aveva acqua con sé e nemmeno i soldi per comprarla. Aveva lasciato tutto a casa. Eppure gli inquirenti giudicano attendibile questa segnalazione e noi ci fidiamo». Difficile dirlo, ma con un po' di fortuna la storia si sarebbe potuta chiudere poco dopo la scomparsa: «Abbiamo iniziato le ricerche due ore dopo aver perso le sue tracce. Ovviamente abbiamo segnalato il fatto alle autorità che però non possono intervenire subito perché, fino a prova contraria, potrebbe trattarsi di un allontanamento volontario». Sfortunatamente non è andata così e Giovanna non è mai rientrata a casa: «L'abbiamo cercata ovunque - continua Claudio - nelle colline attorno al luogo in cui è stata vista l'ultima volta. Tramite alcune conoscenze sono anche riuscito ad ottenere i cani molecolari. Dopo 36 ore hanno iniziato anche le forze dell'ordine, utilizzando un elicottero oltre alla squadre a terra di carabinieri e vigili del fuoco. Niente. È come se mia madre si fosse volatilizzata e nonostante un lungo periodo di ricerche non è saltato fuori nulla. Noi continuiamo e se qualcuno avesse qualche informazione può chiamarci al 3402921359». Resta una domanda, scontata ma comunque durissima, soprattutto per il figlio: «Suicidio? No, non ci credo. Dove poi? Il mare nella zona in cui è scomparsa è frequentatissimo.... l'avrebbero vista, oppure l'avrebbero trovata». Tutto resta fossilizzato alla sera del 3 agosto: «Purtroppo adesso la cerchiamo solo noi. Ormai conosciamo ogni anfratto, ogni pertugio. Anche l'altro giorno eravamo qua, con le torce. Abbiamo perlustrato tutte le cunette della zona, pensando che qualcuno l'avesse investita. Niente». Da qui, l'ultima possibilità: «Potrebbe aver chiesto aiuto a qualcuno, magari ha ottenuto un passaggio da un malintenzionato che l'ha fatta sparire . Non sappiamo perché - conclude il figlio - ma non abbiamo molte alternative. Comunque non ci arrendiamo e continuiamo a sperare».

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