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Alghero, sentieri di guerra a Porto Conte

Il direttore Mariani replica a Forestas: «Il nostro progetto non va confuso con la rete regionale»


15 giugno 2022 di Nicola Nieddu


ALGHERO. La nuova sentieristica naturalistica del Parco di Porto Conte fa discutere, con i vertici di Forestas che venerdì scorso non si sono presentati alla conferenza stampa di presentazione a Casa Gioiosa. La risposta dell'Ente Parco algherese non si è fatta attendere e, a firma del direttore Mariano Mariani, è stato evidenziato che «appare quanto meno sorprendente che abbiate potuto fare una confusione e una commistione così palese fra questioni rispondenti a finalità e azioni del tutto differenti».

Le critiche e la replica. Non solo, ma la sera prima della presentazione, Forestas aveva inviato una nota con la quale contestava l'iniziativa, annunciando di «non ritenere opportuno partecipare alla luce delle perplessità già espresse sulla regolarità, la sicurezza, e l'indebita classificazione che codesto Ente parco sta auto-attribuendo a percorsi che non soddisfano nessuno dei requisiti previsti dalle norme regionali e si invita ancora ad evitare l'utilizzo di segnaletica e nomenclature che sono espressamente vietate in assenza del necessario iter di accatastamento alla Rete ciclo-Escursionistica della Sardegna secondo le ben note norme regionali». Secondo Mariani, invece, andrebbero tenute nettamente distinte le questioni riguardanti il progetto realizzato dal Parco per il recupero e la valorizzazione di sentieri storici esistenti all'interno dell'oasi di Prigionette e della penisola di Capo Caccia, dalle questioni sollevate dal direttore di Forestas in materia di Rete Escursionistica Regionale (RES). Sulla prima questione del progetto realizzato dal Parco, il direttore del Parco di Porto Conte evidenzia che «Ogni nuovo sentiero realizzato, va a rafforzare l'offerta degli itinerari naturalistici che insistono all'interno dei confini del Parco, anche al fine di qualificare l'Ecomuseo del Parco di Porto Conte recentemente istituito dalla Regione Sardegna. Ma non solo, ogni sentiero è pensato per evitare i rischi di una frequentazione frammentata, per governare in modo ordinato la fruizione e l'educazione ambientale, gestire il carico antropico ed in questo modo esercitare le attività, proprie di un Parco, in materia di tutela e salvaguardia di specie e habitat. Ognuno di questi itinerari - prosegue Mariani - si connota per un aspetto peculiare che abbraccia, quindi, non solo la parte squisitamente ambientale e conservazionistica, ma di volta in volta quella educativa, quella sportiva, quella storica e culturale fornendo ai visitatori un'ampia visione d'insieme delle caratteristiche proprie della nostra area naturalistica che, va però frequentata in modo attento, consapevole, rispettando le regole definite dal Parco».

Invasione di campo. Mariano Mariani prosegue e va giù duro contro i vertici di Forestas, definendo «inaccettabile l'invasione di campo di Forestas e la commistione fuori luogo con la Res. Sul progetto del Parco, pertanto, sono da rispedire al mittente le prescrizioni, le velate minacce e le altre gratuite ed infondate valutazioni sui regolamenti europei, fatte dal direttore di Forestas».Cosa ancora più grave, fa notare Mariani, è il fatto che il progetto dei sentieri realizzati dal Parco sia stato approvato senza alcuna riserva da Forestas, avendo la stessa formalmente espresso il proprio parere favorevole nel corso dell'iter procedurale e autorizzativo attraverso specifica conferenza di servizi decisoria, conclusasi nel novembre del 2020. Infine il direttore del Parco di Porto Conte invita i vertici di Forestas ad un incontro di chiarimento e approfondimento «che consenta l'aggiornamento della convenzione di collaborazione tra Parco e Forestas».

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