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Alghero, i carabinieri a caccia di armi e droga: nel blitz fermati un 27enne e un 62enne

di Nadia Cossu
Alghero, i carabinieri a caccia di armi e droga: nel blitz fermati un 27enne e un 62enne

Il gip non convalida l’arresto del più giovane, obbligo di firma per l’altro

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Alghero Un blitz che quattro giorni fa ha impegnato ad Alghero numerosi carabinieri, compresi i Cacciatori di Sardegna. Cercavano droga ma soprattutto armi: di queste ultime non hanno trovato traccia e della droga in quantità non significativa. L’attività dell’Arma – che giovedì ha portato all’arresto di un giovane di 27 anni e di un agente di commercio di 62 – rientrava nell’ambito di un’inchiesta che coinvolgeva in tutto dieci persone e il pubblico ministero aveva disposto che gli indagati venissero sottoposti a perquisizione.

I carabinieri hanno fermato il 62enne (difeso dall’avvocato Lorenzo Galisai) mentre era in auto. La perquisizione ha dato esito negativo ed è proseguita nel suo appartamento. È stato lo stesso indagato a dire ai militari di avere in casa circa 300 grammi di marijuana e 12 di cocaina. Ne sono stati trovati 29, oltre a un bilancino di precisione e ritagli di cellophane utilizzati forse per confezionare lo stupefacente.

La perquisizione del più giovane (difeso dall’avvocato Danilo Mattana), invece, è avvenuta da subito nella sua abitazione. Prima ancora che i carabinieri iniziassero le operazioni il 27enne ha spontaneamente consegnato un paio di barattoli di vetro e due buste in plastica che contenevano complessivamente 177 grammi di marijuana (foglie tritate). L’indagato ha subito dichiarato ai militari che la marijuana era per uso personale.

All’esito dell’udienza il giudice Sergio De Luca ha convalidato l’arresto del 62enne ma non ha disposto la custodia in carcere come chiesto dal pm Ermanno Cattaneo – ritenendola «del tutto sproporzionata rispetto alla gravità dei fatti» – bensì il solo obbligo di firma in caserma. Mentre non ha convalidato l’arresto del 27enne e non ha nemmeno emesso alcuna misura. Il gip ha ritenuto credibile che la marijuana fosse destinata solo al consumo personale e in ogni caso «il fatto non poteva certamente ritenersi grave». E ha aggiunto anche che il giovane «ha tenuto un comportamento pienamente collaborativo».

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