L'Ente Parco: «Ora le acque reflue finiscono nel Calich, riattivate le condotte»
A rischio l’area umida dello stagno. Tra gli effetti anche il "contributo" alla "marea gialla" che tanto allarma i turisti
Alghero Ormai è guerra aperta sul conferimento delle acque reflue del depuratore di San Marco. Da lunedì scorso le aziende agricole della Nurra non possono più contare su questi rifornimenti e non potranno farlo per almeno 15 giorni, fino a quando cioè Abbanoa non avrà aggiornato i piani di gestione adeguandoli alle norme europee. In mancanza di questo adeguamento, il Consorzio di Bonifica della Nurra, nel rispetto delle leggi comunitarie, ha sospeso il conferimento delle acque reflue alle aziende.
Ma le acque depurate a San Marco, se non immesse nella rete irrigua del Consorzio, finiscono nella laguna del Calich e quindi nel mare, contribuendo al fenomeno della “marea gialla” che tanto allarma i turisti. E se, due giorni fa, un vertice tra Comune, Abbanoa, Provincia e Consorzio di Bonifica, ha avuto come esito la rassicurazione sul fatto che i piani di gestione aggiornati saranno pronti entro metà luglio, la situazione che si è venuta a creare non è per nulla gradita ai vertici del Parco di Porto Conte, al cui interno si trova la laguna del Calich. Il direttore Mariano Mariani chiede pertanto «di non interrompere il conferimento dei reflui per scopi irrigui anzi di provvederne la stessa destinazione per l'intera componente prodotta». In caso contrario, l'Ente Parco minaccia di fare ricorso alla magistratura. L'intimazione è rivolta ai direttori di Abbanoa - Enrico Maria Peruzzi - e Consorzio di Bonifica della Nurra - Francesco Paolo Naccari . «Gli effetti dannosi - si legge nella missiva del Parco - si sono già evidenziati dal 21 giugno scorso, quando la salinità alla stazione di rilevamento multiparametrico, recentemente installata nei pressi della foce del rio Barca, ha registrato un primo importante abbassamento della salinità, e che è andata riducendosi sempre più. Quanto premesso e considerato - evidenzia nella nota, indirizzata anche alla Provincia di Sassari - per richiamare gli enti preposti a valutare attentamente a quali implicazioni di responsabilità si stiano esponendo nello sversamento dei reflui depuranti nell'area umida del Calich».
Una situazione che si sta rivelando però estremamente complessa da gestire, poiché anche dal Consorzio di Bonifica della Nurra fanno notare che riattivare il conferimento delle acque reflue depurate prima dell'aggiornamento dei piani di gestione non è così semplice in quanto costituirebbe «una violazione oltre che un rischio per le aziende e per i consumatori finali dei prodotti agricoli. Da diverso tempo - ha sottolineato il presidente del Consorzio, Gavino Zirattu - avevo segnalato l’avvicinarsi di questa scadenza e le problematiche a essa connesse. Evidentemente non è bastato».
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