Alghero, svolta sugli usi civici: il Comune sblocca 38 aree – Quali sono e cosa succede ora
Il vincolo sarà trasferito alla Pineta di Maria Pia, ora serve il via libera della Regione
Alghero Dopo oltre dieci anni di attesa, il Consiglio comunale ha approvato una delibera destinata a incidere sulla gestione di numerose aree della città. Il provvedimento riguarda gli usi civici, un vincolo previsto dalla legge per tutelare beni appartenenti alla collettività, e punta a risolvere una situazione che da decenni interessa terreni e immobili ormai completamente inseriti nel tessuto urbano. Si tratta di un tema tecnico, ma con effetti molto concreti. Gli usi civici, infatti, sono diritti collettivi che in passato garantivano alla comunità la possibilità di utilizzare determinati terreni per attività come il pascolo, la raccolta della legna o altri usi comuni.
Con il tempo, però, molte di queste aree hanno cambiato destinazione e oggi ospitano parchi, edifici pubblici, lungomari, strade e infrastrutture. Ad Alghero il vincolo interessa ancora 38 aree, in alcuni casi dal 1932 e dal 1942. Pur non essendo più utilizzate secondo la loro funzione originaria, queste zone continuano a essere soggette agli usi civici, con conseguenti difficoltà amministrative e giuridiche. «Per capire cosa significa nella pratica basta un esempio: quando un terreno è gravato da uso civico, qualsiasi intervento o modifica può richiedere procedure particolari e autorizzazioni aggiuntive. In alcuni casi questo ha rallentato pratiche importanti o impedito di definire situazioni patrimoniali aperte da anni» dice l’assessore al Demanio Enrico Daga, che ha parlato del risultato di un lungo lavoro tecnico e amministrativo, mentre il presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi ha definito il provvedimento una svolta importante per la città.
La delibera è stata approvata con 20 voti favorevoli, grazie al sostegno della maggioranza e di parte dell’opposizione, mentre i consiglieri di Forza Italia si sono astenuti. Tra le aree interessate figurano il Parco Manno, il Lungomare Dante, il Lungomare Valencia, il Colle del Trò, il Mirador Giuni Russo, l’ex asilo Sella, oggi sede della Facoltà di Architettura, l’area dell’ex distributore Esso allo Scalo Tarantiello e altre porzioni del territorio comunale.
La soluzione individuata dal Comune non elimina gli usi civici, perché la legge non lo consente. Il vincolo verrebbe invece trasferito alla Pineta di Maria Pia, che continuerà a essere un bene protetto e destinato all’interesse della collettività. In questo modo si mantiene la tutela pubblica, ma si liberano aree che oggi hanno ormai una funzione esclusivamente urbana. Secondo il sindaco Raimondo Cacciotto, questa scelta consentirà di gestire meglio il patrimonio pubblico, evitando possibili contenziosi e costi per il Comune. L’ultima parola spetta ora alla Regione Sardegna, chiamata ad autorizzare il trasferimento degli usi civici. Solo dopo il via libera regionale il provvedimento potrà diventare operativo e aprire una nuova fase nella gestione di alcune delle principali aree urbane della città.
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