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Personale offeso e aggredito alla reception, la struttura sanitaria chiude per protesta – Che cosa è successo

di Gavino Masia
Personale offeso e aggredito alla reception, la struttura sanitaria chiude per protesta – Che cosa è successo

Il poliambulatorio Medicasa si ferma per un giorno. L’amministratore Alberto Mura: «Pretendiamo rispetto»

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Porto Torres Il poliambulatorio Medicasa ha sospeso per un giorno intero tutti i servizi a seguito dell’ennesimo episodio di aggressione verbale nei confronti del personale che lavora all’interno della struttura sanitaria di via Falcone Borsellino. Il piccolo ospedale offre numerose prestazioni specialistiche per venire incontro alle esigenze della collettività turritana e delle località dell’hinterland, ed eroga anche servizi in regime di convenzione con l’Asl per alcune specialistiche. Un investimento di privati di 2 milioni di euro su un terreno appena dietro la cittadella sportiva, che ospita ogni giorno centinaia di pazienti. «La scelta di chiudere i servizi per un giorno è stata condivisa da tutto il gruppo di lavoro – precisa l’amministratore del gruppo Medicasa, dottor Alberto Mura – ed è stata una decisione sofferta che ha comportato un importante sacrificio economico per la nostra azienda. L’abbiamo fatto per richiamare l’attenzione su un problema sempre più diffuso, ossia le continue aggressioni verbali e i comportamenti offensivi nei confronti del personale di segreteria e del personale medico. Ogni giorno – aggiunge – i nostri collaboratori operano con impegno, professionalità e spirito di servizio, garantendo assistenza e supporto a centinaia di persone. Tuttavia, riteniamo inaccettabile che la maleducazione, le offese e gli atteggiamenti aggressivi vengano ormai considerati una componente ordinaria del lavoro in ambito sanitario. La protesta odierna non nasce da una volontà di interrompere un servizio essenziale, ma dall’esigenza di affermare un principio fondamentale: il rispetto della dignità di chi lavora al servizio della comunità».

Una decisione maturata giocoforza da tutti i componenti del gruppo di lavoro di Medicasa, che ha in organico medici specialisti per tutti gli ambulatori e anche apparecchi all’avanguardia per esami specifici. «Siamo consapevoli dei disagi arrecati agli utenti per questa scelta – ricorda l’amministratore di Medicasa – e ci scusiamo per quanto accaduto: abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché crediamo che la nostra voce rappresenti anche quella di tante altre realtà sanitarie che quotidianamente vivono le stesse difficoltà. Il rispetto non è un favore, ma un diritto di tutti. Auspichiamo che questo gesto possa aprire una riflessione collettiva e contribuire a promuovere una cultura del dialogo, della civiltà e della tutela di tutti i lavoratori del settore sanitario. Il dispiacere più grande non sono gli insulti che provengono dai social, perché fanno parte degli scontenti a prescindere che si trasformano in leoni da tastiera. Ma le aggressioni verbali alla reception, dove lavorano per circa 14 ore al giorno le segretarie che fissano appuntamenti e indirizzano il paziente alla visita. «La speranza è che questa scelta venga interpretata nel giusto modo nel mondo della sanità, perché a rimetterci sono gli operatori e tutte le persone per bene ed educate che accolgono le persone che hanno veramente bisogno».

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