Il triage le crollò addosso durante il Covid: risarcimento per la donna ferita – La storia
Era stata colpita alla spalla ed era caduta riportando una grave lesione
Alghero Si chiude con una condanna al risarcimento dei danni la vicenda del crollo della tenda utilizzata per il pre-triage Covid davanti all’Ospedale Civile. Il giudice di pace di Sassari Marchesina Fenu, ha accolto la richiesta di una donna algherese di 80 anni, rimasta ferita dopo essere stata travolta dalla struttura temporanea mentre attendeva di accedere al presidio sanitario. A distanza di sei anni dall’incidente, arriva così il riconoscimento delle responsabilità sul piano civile e il risarcimento per le conseguenze riportate dalla paziente.
L’incidente
L’incidente risale alla mattina del 23 settembre 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria da coronavirus, quando gli ospedali utilizzavano allestimenti provvisori per filtrare gli accessi e garantire la sicurezza degli utenti. La donna, che all’epoca dei fatti aveva 74 anni, si trovava nel piazzale della struttura sanitaria, in attesa di una visita medica, quando improvvisamente la tenda del pre-triage le era crollata addosso, colpendola alla spalla destra e scaraventandola a terra. Immediato l’intervento dei sanitari dell’ospedale, che avevano prestato soccorso. Le conseguenze dell’incidente si erano rivelate importanti: la donna aveva riportato un trauma contusivo con lesione del tendine sovraspinato, un danno che aveva comportato lunghi mesi di inabilità temporanea e la necessità di affrontare le cure conseguenti alle lesioni subite. Una vicenda che ha spinto la paziente a rivolgersi alla giustizia per ottenere il riconoscimento del danno e il rimborso delle spese sostenute.
La vicenda in tribunale
Per tutelare i propri diritti, la donna si è affidata all’avvocato Andrea Delias, del foro di Sassari, che ha promosso l’azione risarcitoria. Nel corso del procedimento, l’istruttoria documentale e testimoniale ha consentito di ricostruire l’accaduto. Tra gli elementi acquisiti anche la deposizione del direttore sanitario in carica all’epoca dei fatti, che ha contribuito a confermare la dinamica dell’incidente. Il giudice ha quindi riconosciuto la responsabilità dell’ente tenuto alla custodia della struttura, applicando il principio previsto dall’articolo 2051 del Codice civile. La norma stabilisce la responsabilità del custode per i danni provocati dalla cosa sottoposta alla sua custodia, salvo che venga dimostrato il caso fortuito. La decisione richiama dunque l’obbligo di garantire condizioni di sicurezza anche per le strutture temporanee installate negli spazi ospedalieri per far fronte a situazioni straordinarie. A seguito della riorganizzazione del sistema sanitario regionale, la condanna ha riguardato la Gestione regionale sanitaria liquidatoria di Ats Sardegna, in solido con la compagnia assicurativa Amtrust Assicurazioni Spa. L’importo complessivo riconosciuto alla donna ammonta a 4.711,57 euro e comprende il risarcimento del danno biologico e il rimborso delle spese mediche. Le controparti dovranno inoltre sostenere le spese di lite. La sentenza chiude così il contenzioso civile legato a un incidente avvenuto in una fase particolarmente delicata per la sanità, quando le strutture erano chiamate a riorganizzare rapidamente gli accessi per contenere il rischio di contagio.
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