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Lotta allo spopolamento, fino a 30mila euro per i giovani che tornano a vivere nell’isola – Il piano della Regione

di Paolo Ardovino
Lotta allo spopolamento, fino a 30mila euro per i giovani che tornano a vivere nell’isola – Il piano della Regione

Incentivi a chi ha meno di 40 anni, oltre 50 milioni di fondi fino al 2028. Todde: «Presto l’avviso pubblico»

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Sassari Giovani sardi che siete andati a vivere e lavorare fuori, tornate. Non siete convinti? La Regione vi mette sul piatto 20mila euro. Se tornate e spostate la residenza in un piccolo centro, anche 30mila. La Sardegna vi attende – non fatela aspettare troppo.

L’asta è quasi aperta, l’avviso pubblico è in fase di predisposizione. Si parla del piano per il rientro dei giovani in Sardegna annunciato dalla presidente della Regione, Alessandra Todde.

Si è giovani fino a quarant’anni, ma le soglie anche solo della percezione di cosa sia un giovane, in Italia, si sa, sono più alte che nel resto d’Europa. La misura appena presentata punta a favorire il trasferimento dei sardi che avevano lasciato l’isola per studi, per lavoro o per scelta di vita. Un incentivo economico una tantum per porre le basi a una futura (nuova) vita in Sardegna. L’intervento «sperimentale» è promosso da Todde in qualità di assessora regionale ad interim a Igiene, Sanità e assistenza sociale insieme all’assessora al Lavoro, Desirè Manca. Per l’attuazione di un piano di incentivi «volto a favorire il trasferimento e la residenza in Sardegna di giovani di età inferiore a quarant’anni», la Regione stanzia 8 milioni di euro per il 2026 e 24 milioni l’anno per il 2027 e il 2028. Oltre cinquanta milioni per un’iniziativa ambiziosa.

«Partire deve sempre essere una possibilità, ma tornare deve diventare una scelta possibile – dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde –. Il ritorno dei giovani in Sardegna attraversa un passaggio decisivo. Abbiamo stabilito in giunta chi potrà accedere agli incentivi, con quali requisiti e a quali condizioni». L’avviso pubblico, la modulistica e tutti gli indirizzi generali per l’attuazione dell’intervento, dovranno rivolgersi a profili di sardi disposti a trasferire la propria residenza in Sardegna. Nello specifico, si legge nella delibera, l’avviso sarà rivolto «a persone maggiorenni di età inferiore a 40 anni, non residenti in Sardegna alla data della pubblicazione dell’avviso, che si impegnino a trasferire la residenza nel territorio regionale entro sei mesi dalla comunicazione di ammissione al beneficio e a mantenerla per almeno cinque anni e a persone con età inferiore a 40 anni che abbiano trasferito la residenza in Sardegna nel corso dell’anno di riferimento, che si impegnino a mantenere la residenza nel territorio regionale per almeno cinque anni. 20mila euro, si diceva, ma la cifra sale a 30mila «qualora il beneficiario stabilisca la propria residenza» in un Comune con meno di 5mila abitanti. I criteri prioritari per la selezione sono chiari: «L’essere un sardo rientrante in Sardegna, l’età del richiedente, il progetto di insediamento e la sua capacità di favorire il radicamento stabile del beneficiario e del relativo nucleo familiare, la qualifica di imprenditore o lavoratore autonomo, qualora il beneficiario sia un lavoratore dipendente, la possibilità concreta che il relativo contratto lavorativo garantisca la presenza stabile del beneficiario nel territorio regionale, l'avvio o, nel caso di lavoratore autonomo, il trasferimento di un’attività economica nel territorio regionale, il trasferimento in Sardegna dell’intero nucleo familiare, la scelta di risiedere in comuni di minore dimensione demografica, nonché la coerenza dell’attività proposta con i fabbisogni del territorio e con i servizi mancanti o carenti, con particolare riferimento al settore socio-sanitario».

Il prossimo passaggio sarà definire le modalità per presentare le domande, spiega Todde. Questa è la mossa della Regione per dare una svolta al lento ma inesorabile spopolamento, con un occhio di riguardo ai centri più piccoli e sempre più deserti. Il piano, che intreccia l’esigenza di avere nuovi residenti sardi con la volontà di arricchire il tessuto imprenditoriale, ha un precedente noto. Il programma “Master and back”, proposto per la prima volta dalla Regione nel 2006 con l’obiettivo di contrastare la fuga dei giovani laureati, finanziando percorsi di alta formazione, anche all’estero, e favorendone il rientro nell’isola. La fase “back”, che prevede l’inserimento lavorativo in imprese, centri di ricerca, università sarde, è rimasto in buona parte incompiuto.

Questa volta il piano, che parte sperimentale ma ha già una dotazione economica importante, guarda a tutti i giovani. Ma proprio tutti. Fino ai 39enni. Che abbiano voglia di trasferirsi lì da dove sono andati via per coltivare il futuro. 

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