Risorse idriche, Sardegna seconda in Italia per sprechi

È quanto emerge da una ricerca della Cna. Nelle famiglie sarde arriva soltanto il 53 per cento dell’acqua immessa in rete. Peggio di noi soltanto la Puglia

CAGLIARI. La Sardegna è seconda solo alla Puglia per lo spreco dell’acqua potabile. È quanto emerge da una ricerca della Cna in base alla quale «nelle case delle famiglie sarde arriva soltanto il 53 per cento dell’acqua immessa nelle reti idriche contro una media nazionale del 68 per cento». In pratica, metà dell’acqua depurata e potabilizzata dal gestore del servizio idrico integrato regionale viene dispersa. Negli ultimi cinque anni, inoltre, quasi il 20 per cento delle famiglie sarde ha denunciato irregolarità nell’erogazione dell’acqua: in campo nazionale le cose vanno peggio solamente in Sicilia e Calabria.

I problemi più rilevanti - sempre in base all’indagine - restano quelli strutturali, legati alla carenza di un sistema idrico a servizio di un vasto territorio a bassa densità abitativa, con condotte di adduzione estese per oltre 4 mila chilometri. L’acqua che arriva nelle abitazioni dei sardi è prelevata per oltre il 75% da fonti superficiali (invasi e fiumi) e per il 25% da fonti sotterranee (pozzi e sorgenti). Viene trattata per essere resa compatibile con gli usi potabili e trasportata attraverso la rete degli acquedotti.

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