Baretti sequestrati, politica in ginocchio

L’assessore all’Urbanistica Frau: «L’abbiamo detto in tutti i modi, questo era il rischio». Martedì legge in consiglio regionale

CAGLIARI. Estate senza baretti. Si appanna la speranza che la legge salvachioschi in discussione martedì in consiglio regionale possa rimediare al paradosso cagliaritano per eccellenza: i baretti, squisita e spontanea tradizione locale, non trovano una legge che dia loro finalmente diritto di soggiorno. La notizia dei sigilli messi ieri mattina dalla Guardia costiera e dai vigili urbani a 15 chioschetti del Poetto cagliaritano è esplosa seminando sconcerto e preoccupazione. Il gip Cristina Ornano, dopo aver soppesato attentamente la relazione della polizia giudiziaria sulla presenza fuorilegge dei baretti al Poetto di Cagliari, su richiesta del pm Gaetano Porcu ha firmato il provvedimento cautelare del sequestro preventivo che li ha messi fuorigioco per chissà quanto tempo. Ovviamente ieri si sono levate alte le grida di chi contesta una decisione che colpisce lavoratori e clienti, ma le date dimostrano che davvero tutto questo si poteva evitare, come avevano sostenuto il sindaco Massimo Zedda e l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau: i chioschi di legno dovevano essere demoliti in ottobre, una proroga laboriosamente costruita dal Comune aveva trascinato la scadenza fino al 31 gennaio, ancora dopo questo termine si era concesso informalmente altro tempo e sono passati più di tre mesi.

Il sequestro che ieri ha fatto inorridire tante persone nella realtà delle cose (le date) è arrivato a primavera inoltrata, «quando – commentava ieri Frau – se i titolari avessero demolito, nel frattempo si sarebbero rinnovate le concessioni demaniali sopra le quali innestare le autorizzazioni temporanee perché non c’è ancora il piano di utilizzo del litorale che, forte della variante al piano urbanistico approvata dal consiglio comunale, nella fascia dei 300 metri dal mare prevede una piccola quantità di volumetrie». I baretti, già ridimensionati sulle linee guida emanate dal Comune in vista proprio delle nuove norme per l’uso del litorale. La situazione adesso è molto delicata: l’ordinanza di 32 pagine del gip è stata notificata al Comune, il quale dovrà varare il provvedimento amministrativo conseguente, cioè ordinare le demolizioni.

Il prossimo rischio cui bisogna prestare tutta l’attenzione necessaria è questo: se i titolari dei baretti non demoliranno, insistendo quindi nel reato dell’occupazione della spiaggia al di fuori dei tempi concessi, potrebbero perdere il diritto alla concessione demaniale stessa. Non sfugge a nessuno il fatto che i titolari dei baretti nei mesi scorsi abbiano prestato orecchio a tutti coloro che annunciavano soluzioni miracolistiche per una buona ragione: demolire un chiosco come quelli del Poetto costa circa trentamila euro. Il punto è che le soluzioni ideate non rimediavano al problema, cioè non correggevano la situazione giuridico-amministrativa dei baretti di Cagliari autorizzati a lavorare per la sola stagione balneare e invece attivi ancora alle soglie di Capodanno. L’assessore Frau: «I chioschi sono un problema di leggi, il consiglio regionale ha espresso la volontà di varare provvedimenti legislativi, ieri il sindaco Zedda al consiglio per le autonomie locali ha caldeggiato il provvedimento che consente la permanenza nei 300 metri dal mare a tutte le strutture che si trovavano nelle spiagge ancora nell’ottobre 2012». I baretti di Cagliari, appunto.

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