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Tribunale

Violentata nel casolare sul Limbara

Violentata nel casolare sul Limbara

La Procura di Tempio chiede il rinvio a giudizio dell’uomo accusato di aver minacciato con un coltello e abusato della compagna

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Tempio Costretta con la minaccia di un coltello a raggiungere un casolare isolato sul monte Limbara dove sarebbe stata violentata dal suo compagno. Che, il giorno dopo, l’avrebbe ancora minacciata col coltello intimandole di consegnargli i soldi che c’erano in casa, ma fuggendo, poi, a mani vuote perché non c’erano contanti, dopo aver legato lei e un’altra donna che si trovava nell’abitazione, con del nastro adesivo. Sono le accuse di cui deve rispondere un 49enne originario di Sassari e residente a Tempio, per il quale la Procura di Tempio ha chiesto il rinvio a giudizio. Il 22 gennaio, l’uomo, difeso dall’avvocato Alberto Sechi, dovrà comparire davanti al gup Federica Distefano. È accusato di violenza sessuale aggravata e tentata rapina. I fatti risalgono al 4 e 5 febbraio 2025.

Il 49enne, che pochi mesi prima era uscito dal carcere dopo aver scontato una pena per violenza sessuale e stalking, era stato arrestato dai carabinieri di Tempio in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta del pubblico ministero che aveva coordinato le indagini scattate dopo che la donna aveva denunciato le violenze subite. La Procura aveva immediatamente attivato il Codice rosso. Nell’interrogatorio aveva detto al gip che quel giorno erano andati insieme alla compagna a prendere la legna che si trovava nel casolare e di aver litigato, negando, però, di averla violentata. Il gip aveva disposto l’obbligo di dimora nel comune di Sassari. Chiuse le indagini, la Procura chiede ora il rinvio a giudizio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo aveva chiesto alla compagna di accompagnarlo in auto in una località isolata del monte Limbara dove avrebbe dovuto incontrare delle persone, ma una volta lì, nei pressi della “Funtana di Li Frati”, aveva estratto il coltello obbligandola a raggiungere una capanna in legno, utilizzata da loro in altre occasioni. L’aveva costretta a spogliarsi. E al suo rifiuto, le aveva strappato gli indumenti di dosso e l’aveva violentata. Dopo essere stato ospitato per la notte nell’abitazione della donna, il 49enne, il giorno successivo alla violenza, avrebbe minacciato ancora col coltello la compagna e un’altra donna che era in casa con lei, pretendendo che le consegnasse i soldi che c’erano in cassaforte. Non riuscendo, però, nel suo intento perché non c’erano contanti. Era quindi fuggito dopo aver legato polsi e caviglie delle due donne col nastro adesivo. (t.s.) 

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