Milia: Poetto senza baretti? Ecco le colpe

L’ex sindaco di Quartu non nasconde il disappunto per una situazione prevedibile. «Ma Zedda non poteva fare di più»

CAGLIARI. Baretti davanti al mare quasi tutti chiusi a Cagliari, ma a Quartu no, sempre aperti. E il comune più piccolo, in questa situazione, rischia di beccarsi da solo copyright e relativi benefici economici dell'abbinata chioschetti-mare. «Il nostro marketing - spiega Piergiorgio Massidda, presidente dell'Autoritá portuale - è sconvolto da questa situazione. Le offerte si illustrano alle fiere internazionali con due anni di anticipo. E Cagliari allora era presentata con il Poetto con i caratteristici baretti a pochi minuti dal porto. Ora i turisti arrivano e ci chiedono: dove sono i baretti? Io sono imbarazzato, non so che risposta dare». Difficile mettere su una spiegazione ai vacanzieri, figuriamoci agli operatori del settore. Soprattutto quando si tratta del numero due di Royal Caribbean, , John Tercek, nei giorni scorsi in tour in Sardegna. Si parla di una delle più importanti compagnie internazionali del settore crociere. Tra l'altro all'interno della società che gestisce il molo Rinascita, nuovo quartier generale delle navi con i vacanzieri. «Era a Cagliari - racconta Massidda- e io chiaramente ho evitato di indirizzarlo al Poetto. Ma lui ci è andato lo stesso. Quando è tornato ci ha guardato come se avesse di fronte degli Ufo: come, avete un posto così bello, con mille potenzialità, e lo tenete in questo modo. Mi ha chiesto di raccontargli cosa fosse successo. Ma io ero davvero imbarazzato. E quando cercavo di spiegargli la situazione mi guardava incredulo».

E se proprio i turisti insistono? C'è Quartu. Giá, perché poi, c'è anche questa difficoltà: perché lì sì qua no? «Perché - racconta Graziano Milia, sindaco di Quartu negli anni Novanta - noi avevamo approvato il Piano di utilizzo dei litorali. E io avevo avvertito anche Cagliari: guardate che è l'unico modo per salvare baretti e operatori. Sembrava che stessi facendo qualcosa di strano: ho ricevuto anche tante critiche. E invece a sedici anni di distanza scopriamo che ci avevo visto giusto». Sì, ma Cagliari come si salva? «Credo che il sindaco Zedda - spiega Milia - a questo punto non possa fare proprio nulla. La legge parla sin troppo chiaro». Zedda quel che doveva fare l’ha fatto: portare in consiglio comunale il problema della temporaneità dei baretti (la concessione vale per la stagione balneare), correggerla con una variante al piano regolatore perché nei trecento metri dal mare siano ammesse piccole volumetrie, poi il consiglio comunale ha dettato le linee guida per ridimensionare i baretti, infine, cosa più importante, ha mandato avanti l’iter procedurale per varare il piano di utilizzo del litorale, quello che Quartu ha già da anni e che ha messo al riparto i chioschi del Comune dalle vicissitudini dei colleghi cagliaritani. Più in fretta di così non si poteva. D’altronde, la precedente giunta di centrodestra si è trovata nei guai per non aver mandato avanti le procedure necessarie e i titolari dei baretti avevano già subito lo choc del procedimento giudiziario che si doveva aprire nei loro confronti per gli avbusi edilizi. In questi mesi la procedura trovata dal Comune richiedeva buona volontatà da tutte le parti, ma costituiva l’unica possibilità di non privare il Poetto di quella sua rinomata caratterisca. Adesso la spiaggia è desolata, la diserzione è cominciata, è stato registrato perfino il furto delle sedie ai danni di un baretto sotto sequestro. Si chiedeva un bagnante: possibile che si sia dovuti arrivare fino a questo punto? Il dibattito continua. (s.a.)

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