Centri massaggi cinesi a luci rosse

Sequestrati dalla polizia due saloni, in via Santa Gilla e in viale Marconi, dove venivano offerte anche prestazioni sessuali

CAGLIARI. Centri benessere orientali dove il relax era assicurato da vasche con l’idromassaggio, massaggi e prestazioni erotiche soft ma, pare, particolarmente apprezzate dagli abituali frequentatori.

Gli agenti della squadra Mobile della questura, guidati dal dirigente Leopoldo Testa, hanno sequestrato ieri, due centri massaggi in città: uno in via Santa Gilla e uno in viale Marconi. Si è trattato di un sequestro preventivo, a seguito di un’indagine che si è protratta per più di un mese.

Secondo la polizia, dietro la facciata di regolare centro massaggi, si celavano dei piccoli eros center che garantivano ai clienti prestazioni sessuali.Nelle indagini effettuate dagli uomini della questura, sono intervenuti anche i militari della Guardia di finanza, per tutti gli accertamenti fiscali relatitivi alle attività dei due centri messi sotto sequestro, nei quali erano esposte tariffe per massaggi in vasca che andavano da sessanta a cento euro per un’ora di intrattenimento , non sempre accompagnato da relativa fattura o scontrino. Insieme a polizia e guardia di finanza, la polizia municipale ha effettuato i controlli sugli adempimenti amministrativi effettuati dai proprietari delle case di massaggio e dalle ragazze che sono state trovate all’interno dei saloni.

In via Santa Gilla gli agenti di polizia hanno identificato tre ragazze cinesi, molto giovani, ma tutte maggiorenni, e regolarmente residenti nel territorio nazionale.

.Altre tre giovani cinesi erano presenti all’interno del centro massaggi di viale Marconi. Insieme a loro anche un’estetista italiana. La presenza dell’estetista è richiesta per attività del genere in quanto figura iscritta a un albo professionale.

Entrambi i centri sequestrati sono gestiti da una società cinese, mentre i proprietari degli immobili sono cagliaritani.

Tutte le persone coinvolte sono indagate dalla polizia, compresi i proprietari degli stabili, per accertare se fossero o meno a conoscenza dell’uso che veniva fatto dei locali da loro affittati alle società cinesi.

Il fenomeno dei saloni per massaggi che in realtà offrono prestazioni sessuali a prezzi di concorrenza è una delle attività di lucro per la malavita cinese, presente ormai in tutto il territorio nazionale che, spesso, nasconde un brutale sfruttamento delle giovani donne asiatiche indotte a prostituirsi.

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