Ciclone Cleopatra, emendamenti bocciati alla Camera

No al rinvio del pagamento delle imposte e alle agevolazioni, insorgono tre deputati sardi. Ma si mobilitano i big della musica: il 31 maggio megaconcerto a Cagliari per una raccolta fondi

CAGLIARI. La Camera dei deputati ha bocciato gli emendamenti, presentati da parlamentari sardi  a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione del 18 novembre scorso nell’isola.  La bocciatura è conseguente al fatto che il governo aveva espresso parere contrario sugli emendamenti. Il voto negativo fa insorgere i deputati sardi Roberto Capelli (Cd), Mauro Pili (Misto) e Romina Mura (Pd).

Non è passata - riferiscono i parlamentari sardi - la richiesta di rinviare il pagamento delle imposte per i contribuenti delle zone devastate dal Ciclone Cleopatra e che ancora non si sono riprese dai danni subiti, né è passata la misura delle agevolazioni dei finanziamenti bancari per la ricostruzione.

«Lascia esterrefatti la bocciatura, chiesta e ottenuta dal governo alla Camera, degli emendamenti che avrebbero consentito di alleggerire il peso del fisco per le aree della Sardegna colpite dall’alluvione dello scorso novembre e di agevolare i finanziamenti bancari per la ricostruzione  _ protesta Capelli _ Il governo che vuole essere ricordato per le date certe, in aula ha preferito solo prendere tempo, dando, anzi, la notizia che le coperture trovate nell’ambito di altri decreti pro decaduti non ci sono più e dovranno, semmai, essere ritrovate».

Dopo gli interventi di maggioranza e opposizione sul caso Sardegna, riferisce Capelli, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti si è impegnato a riprendere la questione al Senato al più presto. «Ad oggi, però _ conclude il deputato sardo del Cd _ è sconsolante osservare che per la Sardegna lo Stato non c’è».

«Non possiamo andare oltre, la misura per i sardi è colma _ protesta Mura, oggi assente per problemi di salute, fra i firmatari con altri colleghi sardi del Pd di un emendamento sulla proroga dei pagamenti delle imposte _ Quanto accaduto oggi alla Camera rappresenta un vulnus che il governo deve sanare, non oltre la prossima settimana, in Senato».

«È al premier Renzi che sollecitiamo l’impegno in prima persona: non vogliamo pensare, noi con i nostri concittadini di Sardegna, che ci siano situazioni di serie A e di serie B, regioni che hanno attenzione e altre dimenticate», aggiunge Mura.

«Renzi risponda accogliendo la richiesta, presentata la scorsa settimana, di un piano straordinario per far fronte alla situazione dei Comuni della Sardegna, soprattutto di quelli isolati e senz’acqua a causa dei danni provocati dall’alluvione».

La deputata del Pd avverte: «Renzi, il Pd, la maggioranza al governo non possono incrinare, con i primi veri atti concreti, il rapporto di grande fiducia allacciato con i sardi, né costringere il presidente Pigliaru a barricate che, sicuramente, noi parlamentari Pd faremo in difesa dei diritti della Sardegna».

Durissimo anche l’intervento dell’ex presidente della Regione e deputato del gruppo Misto Mauro Pili, fondatore del movimento «Unidos» con cui il 16 febbraio scorso si è presentato alle elezioni regionali in Sardegna: «Un governo di incapaci nega alla Sardegna anche la modesta cifra di 3,2 milioni di euro per pagare gli interessi dei debiti che i cittadini avrebbero dovuto contrarre per pagarsi i danni dell’alluvione. Questa volta il governo ha superato se stesso, negando anche la più elementare copertura finanziaria».

«Stamane», ha annunciato Pili, «ho sollecitato il presidente della Camera perché venga immediatamente avviato l’iter legislativo della legge che ho presentato due giorni dopo l’alluvione e che prevede coperture certe e procedure rapide per pagare i danni e risarcire cittadini e imprese».

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