La Nuova Sardegna

Cagliari

Nucleare, lo stop della Sardegna alle scorie radioattive

Nucleare, lo stop della Sardegna alle scorie radioattive

Ordine del giorno unitario in giunta regionale contro l'ipotesi di realizzare un deposito nazionale nell’isola

28 maggio 2014
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CAGLIARI. La Giunta dovrà respingere ogni possibilità che la Sardegna venga inserita tra le aree idonee ad ospitare siti per i rifiuti radioattivi. Lo prevede l'ordine del giorno unitario approvato nel pomeriggio dal Consiglio regionale. Il documento è scaturito da una mozione del centrosinistra, poi ritirata, che ribadiva il no alla possibilità di inserire l'Isola tra le aree idonee per un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, dopo il referendum del 15 e 16 maggio 2011 che ha chiuso la porta al conferimento di scorie nucleari e radioattive in Sardegna. Secondo l'assessore agli Affari generali Gianmario Demuro, «creare un deposito nucleare in Sardegna non è pensabile. L'Isola paga già un costo salatissimo per la presenza delle servitù militari nel suo territorio e non è disposta a mettere a rischio l'ambiente e la salute dei cittadini. Oltretutto - ha aggiunto - puntiamo sul turismo per il nostro sviluppo e questo fatto porterebbe ad effetti negativi».

«La Sardegna non ospiterà rifiuti radioattivi. Il Consiglio si è già espresso su questo tema. Non ci sono margini per riaprire la questione - ha detto Antonio Solinas (Pd), primo firmatario della mozione del centrosinistra. La questione delle scorie nucleari e radioattive si è ripresenta dopo che il 14 aprile Riccardo Casale, amministratore delegato della Sogin (la società dello Stato incaricata dello smantellamento delle ex centrali nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi), ha annunciato che entro maggio saranno pubblicati »i criteri rilasciati dall'Ispra (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale) per la mappatura del territorio nazionale e l'identificazione di una decina di siti idonei per il deposito«. Incassato il via libera sull'Odg, il Consiglio regionale ha sospeso la discussione della mozione sullo Statuto sardo e la riforma del Titolo V della Costituzione. L'aula ha accolto la proposta del capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis per consentire a maggioranza e opposizione di arrivare alla predisposizione di un ordine del giorno unitario sul tema delle riforme. Il documento sarà portato all'attenzione del Consiglio nella prossima seduta. L'Assemblea è stata convocato a domicilio.

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