Cagliari, straordinario successo per la Turandot
Ovazione per lo scultore Pinuccio Sciola che ha realizzato le scenografie. Molto apprezzati la regia di Pier Francesco Maestrini e i costumi di Marco Nateri
CAGLIARI. Grande successo e tutto esaurito ieri sera al Teatro Lirico di Cagliari per la Turandot di Giacomo Puccini. Il pubblico ha risposto con applausi e con una particolare ovazione dedicata allo scultore sardo Pinuccio Sciola, autore delle singolari scenografie in pietra, di forte impatto visivo. Era atteso questo inedito allestimento del capolavoro di Puccini e che ha segnato il debutto dell'artista sardo, di fama internazionale, nel mondo della lirica. Le atmosfere create dai calcari e basalti utilizzati per realizzare l'impianto scenico dei tre atti del melodramma sono state coinvolgenti. Così come sono stati apprezzati la regia di Pier Francesco Maestrini, i costumi di Marco Nateri e le luci di Simon Corder. L'opera, terzo titolo della stagione di lirica e balletto, è andata in scena nella versione originale incompiuta, interrotta al terzo atto dopo la morte di Liù, interpretata da Maria Katzarava, a cui il pubblico ha riservato intensi e calorosi battimani. Accoglienza buona anche per Francesco Medda che ha sostituito Roberto Aronica nei panni di Calaf, Maria Billeri (Turandot), Davide D'Elia (Altoum) e Carlo Cigni (Timur). «L'affetto che mi ha manifestato il pubblico mi ha riempito di emozione», ha commentato Sciola al termine della prima cagliaritana. Sul podio il milanese Giampaolo Bisanti, tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale, ha diretto l'Orchestra, guidato il Coro del Teatro Lirico di Cagliari (maestro Marco Faelli) e il Coro di voci bianche del Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari (Enrico Di Maira) ed è stato autore di una prova che ha avuto il consenso degli spettatori. «Sono felice - ha commentato il sovrintendente Mauro Meli - questa Turandot è un investimento importante per il Lirico di Cagliari dal punto di vista professionale, umano e artistico e la risposta del pubblico ci ripaga di tutto il lavoro svolto».
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