Teatro lirico: appello sulla trasparenza, «dubbi sulla tenuta economica dell’azienda»
Cagliari, nota dell’Unione sindacale di base (Usb): «La Turandot fuori abbonamento ci pare ad alto rischio d’impresa»
CAGLIAR. Il sindacato Usb del Teatro lirico di Cagliari manifesta «seri dubbi sulla tenuta economica dell’azienda e sulla chiusura in pareggio del bilancio». Da mesi l’Unione sindacale di base - riferisce Massimiliano Cecalotta - chiede documento e trasparenza al nuovo sovrintendente Mauro Meli, ma non ha avuto le necessarie informazioni sui costi e sulla sostenibilità della stagione lirica e di balletto 2014, sul decentramneto estivo e su «numeroso operazioni fuori budget».
«Sono imprenscindibili chiarezza e trasparenza, come sempre preteso anche con i precedenti amministrazioni», si legge in un comunicato sindacale dell’Usb.
«Finora solo i lavoratori hanno pagato a caro prezzo le gestioni fallimentari, con decurtazioni salariali e peggioramento delle condizioni lavorative».
A destare particolare preoccupazione nel sindacato, che chiede più trasparenza, pur riconoscendo alcuni «buoni risultati ottenuti da questa dirigenza», sono le otto recite fuori abbonamento di Turandot, pensate per il turismo estivo ma «ad alto rischio d’impresa, per i tempi ristrettissimi di progettazione e le quasi nulle informazioni ottenute a riguardo sul progetto».
L’Usb contesta la decisione del Teatro di introdurre «per la prima volta in tutti i settori i contratti di part-time verticale, penalizzando di fatto il precariato storico, operazione che non ha precedenti in nessuna altra Fondazione italiana per organicità e numero di dipendenti interessati».
Il sindacato di riserva di verificarne «attentamente l’effettiva conformità e applicabilità contrattuale» ed esprime perplessità sulla scelta dell’azienda «di voler indistintamente rinegoziare i debiti, siano essi di piccoli creditori, fornitori di materiali e servizi, artisti».
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