Demenze prima dei 65 anni, le nuove frontiere della diagnosi
Corso di aggiornamento all’assemblea sarda della Sindem, società italiana che raduna gli specialisti del settore, il presidente è Antonio Milia
CAGLIARI. In Sardegna, secondo stime non aggiornate, sono almeno 15mila le persone affette da Alzheimer o da altre forme di demenza, un numero impressionante destinato a raddoppiare nei prossimi 15 anni e con un’incidenza nettamente superiore rispetto alla media delle altre regioni italiane.
Se ne è parlato in una giornata di studi all’Hotel Regina Margherita di Cagliari, in occasione dell’assemblea costitutiva della sezione sarda della Sindem, Associazione Nazionale per le Demenze, aderente alla Società Italiana di Neurologia di cui è stato eletto presidente Antonio Milia, responsabile della struttura complessa di Neuroriabilitazione dell'ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Durante l’incontro si è fatto il punto su quella che è l’esperienza sarda nell’ambito della diagnosi e del trattamento delle demenze, valutandone i pregi, le criticità e la sua aderenza alle nuove e sempre più complesse problematiche che tale patologia propone.
Un momento importante è stato il corso di aggiornamento dedicato alle demenze presenili, argomento di grande attualità e interesse in considerazione dell’elevato numero di pazienti nei quali patologie dementigene si manifestano prima dei 65 anni. Sono intervenuti qualificati relatori provenienti anche dalla Penisola, quali Alessandro Padovani, direttore della clinica neurologica dell’Università di Brescia e Camillo Marra, docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Il direttivo sardo Sindem è composto da Sergio Ibba, Alessandro Mela, Francesco Tuligi, Giuseppe Mura, Renato Ortu, Egidio Salaris, Rossella Cherchi (che ricopre anche l’incarico di segretario).
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