Keller, doccia fredda dai liquidatori: si va verso il fallimento
Bocciata amministrazione controllata, così si viola la legge. Per l’azienda di Villacidro sembrano sfumate le ultime speranze di salvezza
VILLACIDRO. Per la Keller Elettromeccanica in liquidazione sembrano essere arrivati i titoli di coda. Dall’incontro di lunedì al ministero dello Sviluppo Economico, con la partecipazione dei funzionari del ministero del Lavoro, delle rappresentanze sindacali e dei liquidatori giudiziali dell’azienda nominati dal Tribunale di Cagliari, è scaturita una fumata nera che più nera non si può. In sintesi, i commissari giudiziali Roberto Dessy (dottore commercialista, Alberto Picciau e Gianraimondo Fodde (avvocati), assistiti dal consulente della Procedura Salvatore Pilurzu (anche lui avvocato) hanno messo i paletti ai tentativi di mettere in salvo l’azienda e i suoi 296 posti lavoro - forse qualcuno di meno perché in questi cinque anni di fermata della fabbrica con relativa cassa integrazione per le maestranze, una decina di dipendenti sono andati in pensione o presentato dimissioni volontarie -, sostenendo di fatto che non esistono i presupposti di legge per chiedere l’amministrazione controllata per la società produttrice di carrozze ferroviarie, con stabilimento primario a Villacidro e sito satellite a Carini, vicino Palermo. La rigidità dei liquidatori è stata motivata con l’obbligo da parte loro di rispettare le leggi vigenti e di attenersi scrupolosamente ai dettami della procedura di liquidazione. Il che, tradotto in spiccioli, significa che per la Keller non sembra esserci più possibilità di salvezza: niente amministrazione controllata e il ramo aziendale avviato alla procedura fallimentare da parte del tribunale. (luciano onnis)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
