Malato per colpa dell’amianto, operaio di Assemini vince in tribunale
L’aiea esulta per una sentenza pilota: pensione anticipata per un uomo che si era ammalato quando lavorava alla Rumianca (oggi Syndial)
CAGLIARI. Ci sono voluti quasi 10 anni di domande, richieste, esami medici, analisi, controlli e visite, fino al ricorso in giudizio per il riconoscimento di malattia professionale da esposizione all’amianto: questa la vicenda di Enrico Porcedda, dipendente ex Rumianca, oggi Syndial, di Assemini. Il tribunale di Cagliari gli ha dato ragione, smentito l’Inail e riconosciuto il diritto al trattamento pensionistico anticipato. Un beneficio che si traduce in realtà in soli 3 anni dopo 37 e 7 mesi trascorsi in un ambiente nocivo.
«Questa storia – ha dichiarato Sabina Contu, presidente di Aiea Sardegna, l'Associazione italiana esposti amianto – è indicativa delle traversie che i nostri lavoratori sono costretti ad affrontare per vedere riconosciuti i loro diritti». «Stiamo seguendo una cinquantina di casi in tutte le aree industriali dell'isola. Sette risolti in modo positivo, altri in via amministrativa, 3 tutt'ora in in attesa di sentenza. Ma sono migliaia i lavoratori che hanno perso la speranza e rinunciato di fronte ai troppi ostacoli e dinieghi, e questo è profondamente ingiusto». Le malattie causate dall’amianto sono a lunghissima latenza, oltre i 20 anni, e di difficile e complessa diagnosi: un rischio reale che incombe secondo Aiea su un bacino potenziale di 50mila dipendenti ed ex dipendenti.
«La situazione della Sardegna – ha detto Mario Murgia, vicepresidente nazionale dell'Associazione – ha rilevanza nazionale rispetto a tutte le aree industriali ed ex industriali del nostro Paese: in base ai riscontri che abbiamo potuto raccogliere, nessuna delle domande presentate all'Inail, alla scadenza del 15 giugno 2005, è stata accolta, contrariamente a quanto accaduto ad esempio ai loro colleghi di Pisticci Scalo, Basilicata, "gemello" di quello dell'Anic/Enichem Fibre di Ottana, che hanno ottenuto il riconoscimento dei loro diritti in via amministrativa già dal 2006».
«È inaccettabile che i lavoratori vedano respinte sistematicamente le loro richieste di riconoscimento delle patologie oncologiche amianto correlate, un calvario doloroso e ingiusto, che spesso li vede soccombenti», ha sostenuto ancora Aiea. «Una discriminazione nei confronti dei lavoratori sardi, su cui l’Associazione vuole vedere chiaro e per cui chiede l'intervento urgente della Regione – hanno affermato i dirigenti – Oltre che l’attivazione di un registro degli esposti ed ex esposti ad amianto e il rispetto delle linee guida previste dal Piano sanitario nazionale 2011-2013».
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