Cagliari, Camera di commercio: sit in dei dipendenti
I sindacati denunciano il clima ostile all'interno dell'ente, l'ente smentisce. Cresce l'attesa per le decisioni della Regione che potrebbe decidere di commissariare la Camera, intanto il presidente in carica Giancarlo Deidda aggiunge tre consiglieri al cda della Sogaer confermando quello uscente
CAGLIARI. Con l’effigie di un moro imbavagliato - anzichè bendato come i quattro della bandiera regionale - i dipendenti della Camera di commercio di Cagliari hanno protestato contro gli atteggiamenti definiti «vessatori», messi in atto dai vertici dell’ente. Stamane erano circa venti i lavoratori riuniti un sit-in davanti al palazzo del Largo Carlo Felice per denunciare il «clima di terrore» che i dipendenti sono costretti a subire, fatto anche - sempre a quanto sostenuto dai rappresentanti sindacali - di minacce di licenziamento e trasferimenti che restano, fino all’ultimo minuto, senza una destinazione definita.
Tra gli ultimi provvedimenti - considerati inaccettabili dai rappresentanti dei lavoratori - anche la direttiva del segretario generale Luca Camurri con la quale si chiede ai dipendenti di non comunicare con l’esterno (in modo particolare con la stampa ma anche con i revisori dei conti) e da qui il simbolo del moro imbavagliato scelto per la protesta di oggi.
«Ci stiamo battendo per il rispetto della dignità dei lavoratori e dei corretti rapporti sindacali», ha sottolineato Salvatore Roggero della Rsu che con Cgil, Cisl e Uil ha organizzato la manifestazione, ricordando il recente ricovero in ospedale di una collega - i cui problemi di salute erano noti a tutti - vittima di un’aggressione verbale. Quello di stamane è solo uno dei capitoli, nella storia delle tensioni scoppiate in Camera di commercio dove è in atto una guerra di poteri, che si riverbera anche sui dipendenti, resa ancora più aspra da denunce e controdenunce che hanno dato il via a due inchieste della procura di Cagliari. «Veleni camerali» che hanno imposto anche l’intervento della Regione la quale con una sorta di ultimatum - che scade proprio oggi - ha chiesto di ripristinare il regolare funzionamento dell’ente pena il suo commissariamento.
A proposito del commissariamento la decisione arriverà nei primi giorni della prossima settimana. Il nocciolo del problema è il "normale funzionamento" della Camera di commercio. Per la Regione la normalità esiste se può essere compiuto, non importa quanto serenamente, un atto fondamentale come quello della convocazione del consiglio camerale. Non è il tenore delle discussioni, nè lo stile del presidente Giancarlo Deidda o la ribellione dei consiglieri dissenzienti che produce o toglie la normalità del funzionamento, bensì il fatto in sé che il consiglio si possa tenere oppure no.
E' possibile che, dato l'andamento delle questioni camerali nelle ultime settimane, allo scioglimento del consiglio si arrivi. Non sfugge il fatto che le sedute del consiglio camerale non sia stato materialmente possibile tenerle per il braccio di ferro tra il presidente Deidda e i 21 consiglieri dissenzienti, ma non c'è dubbio che ieri giovedì 17 giugno 2015 anche i dissenzienti si siano presentati alla riunione della giunta camerale dove, all'ordine del giorno, c'era il rinnovo del consiglio di amministrazione di Sogaer, la società che gestisce una delle più importanti infrastrutture pubbliche dell'area vasta di Cagliari, l'aeroporto.
Deidda l'ha spuntata rinominando il presidente Vincenzo Mareddu e riconfermando gli altri cinque, poi ha aggiunto altri tre consiglieri: la sua versione è che serve un numero maggiore di consiglieri perché è capitato che alcune sedute del cda non avessero il numero di presenti sufficienti, la versione dei dissidenti è che in questo modo Deidda è sicuro di avere sempre la maggioranza dei voti (Stevelli e Tizzano, consiglieri del cda Sogaer, sono nella fazione rivoltosa).
La domanda vera adesso è: se il consiglio camerale viene sciolto dalla Regione, questa decisione di rinnovare il cda di Sogaer resta valida oppure no? La risposta formale c'è già: se legittimamente espressa resterà in vigore, altrimenti no. Si diceva che è probabile che un commissario arrivi: il suo delicato lavoro secondo alcuni sarà proprio quello di andare a vedere gli atti uno per uno e decidere cosa è valido e cosa no. Secondo altri, invece, un commissario non è il giudice degli atti varati ma deve traghettare la Camera di commercio verso un nuovo consiglio camerale.
Di sicuro c'è molta tensione da una parte e dall'altra, forse più tra i dissenzienti perché hanno già avuto torto in due occasioni: quando hanno cercato di sfiduciare Deidda eleggendo un altro presidente (Vito Tizzano) e quando hanno presentato un ricorso al Tar contro Deidda. Tizzano non è mai stato riconosciuto presidente e il Tar ha bocciato il ricorso dei 21 dissenzienti. Deidda, insomma, anche se in una situazione definita dai più "imbarazzante", è il presidente e i suoi atti, se legittimi, sono quelli che hanno valore. Compreso l'appetibile rinnovo del cda di Sogaer.
Intanto è arrivata la risposta della Camera di commercio alle accuse mosse dai sindacati
"La Camera di Commercio di Cagliari smentisce categoricamente le affermazioni fatte durante il sit-in organizzato oggi dalle Rsu dell’Ente. Non ci sono “aggressioni verbali” nei confronti dei dipendenti, né “vessazioni" né il "clima di terrore" descritto durante la manifestazione: tra l’altro, in tempi recenti, i dipendenti dell'Ente sono stati sottoposti ad accertamenti medici sulla base delle norme previste dalle legge, e non è stata riscontrata alcuna criticità sul loro stato di salute. Annuncia, inoltre, che ha già dato mandato a un legale per valutare le opportune azioni da mettere in atto davanti ad affermazioni di questo tipo".
"Si precisa, poi - dice ancora la nota - che si sono sempre tenute corrette relazioni sindacali, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente che, come noto, nei rapporti tra l’Amministrazione e le rappresentanze dei lavoratori, ha “declassato” molte delle prerogative sindacali a mera informazione. Quanto, poi, alla direttiva contestata, i contenuti riassumono i doveri in capo a ciascun dipendente della Pubblica Amministrazione: doveri elementari previsti da norme di legge (nemmeno recenti) relative a riservatezza, lealtà e spirito di servizio che, in condizioni normali, non si sarebbero nemmeno dovuti richiamare, tanto meno per iscritto. La documentazione generata all'interno di un Ente pubblico, infatti, non può essere diffusa in modo incontrollato (a maggior ragione a mezzo stampa) senza una previa autorizzazione da parte di chi ha il ruolo e la responsabilità della gestione amministrativa".
A questo proposito il segretario generale Luca Camurri puntualizza: “Mi auguro che si faccia al più presto chiarezza sulle polemiche, spesso prive di fondamento, messe in atto da mesi all'interno dell'Ente. Come Segretario Generale, sono abituato a lavorare per garantire il massimo dell'efficienza dell'Ente: oggi una Pubblica Amministrazione può e deve raggiungere i livelli qualitativi delle più moderne aziende private. Quanto poi alla direttiva, preciso che è stata inviata a tutto il personale con la logica di informare (i pochi) che non hanno ancora consapevolezza dei concetti di organizzazione e di efficienza gestionale, e che pensano di muoversi nella più totale anarchia, in dispregio alle norme di legge e a quelle etiche, tipiche di un Ente pubblico. Non a caso i concetti richiamati dalla disposizione non fanno altro che ribadire i principi fondamentali del diritto, del Codice civile e dei contratti in materia di organizzazione dei diritti e dei doveri del lavoratore, compresi la riservatezza e il segreto d'ufficio nell'ambito del principio generale della trasparenza. Questi sono i valori delle Camere di Commercio italiane, conosciute per la loro efficienza e per la qualità dei servizi erogati. Su questi valori intendo lavorare, come ho fatto in questi anni nel sistema camerale italiano, ottenendo successi, e nel continuo confronto con gli altri Segretari Generali. Questo è il sistema camerale in cui credo. Nella Camera di Commercio di Cagliari ho riscontrato, invece, come queste polemiche strumentali mirino solo a minare e a gettare discredito sull'Ente, nonostante il valore e l'impegno della maggior parte dei dipendenti che ogni giorno fanno il loro dovere”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google