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Cagliari

Droga, processo alla banda Mesina: condanne a 120 anni per venti imputati

Droga, processo alla banda Mesina: condanne a 120 anni per venti imputati

Concluso il rito abbreviato che però non riguardava i capi dell'organizzazione (tra cui lo stesso Grazianeddu e l'avvocato Corrado Altea)

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CAGLIARI. Condanne per oltre 120 anni di carcere ai 20 imputati del processo-bis nato dall'inchiesta per traffico di droga sulla  banda capeggiata da Graziano Mesina, l'orgolese che fu uno dei più inafferrabili banditi sardi. Inchiesta sfociata in un blitz dei carabinieri che nel giugno 2013 arrestarono 25 persone in tutta l'Isola e altre in varie parti d'Italia.

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La sentenza pronunciata a Cagliari nel pomeriggio di oggi, venerdì 23, non riguarda, però, i capi dell'organizzazione sgominata: Graziano Mesina, l'avvocato Corrado Altea, Gigino Milia e Vinicio Fois hanno scelto la strada del dibattimento e sono ora a processo davanti al collegio della seconda sezione penale del tribunale del capoluogo.

In 20 invece, tra i quali i nipoti e l'autista di Mesina, avevano optato per farsi giudicare direttamente dal gup Cristina Ornano, che oggi ha letto la sentenza nell'aula della corte d'assise. Un'udienza di camera di consiglio celebrata a porte chiuse, con un nutrito dispiegamento di forze dell'ordine a presidiarne l'interno.

Sostanzialmente accolte le richieste del procuratore aggiunto Gilberto Ganassi, anche se per qualche imputato è caduta l'associazione a delinquere. Tutti sono stati condannati a pene oscillanti tra gli 11 e i due anni.

Le condanne più pesanti sono arrivate a Antonio Mascia (11 anni), Giovanni Antonio Musina (9 anni), Guido Brignone (9 anni) e ai calabresi Domenico Scordo (9 anni) e Giovanni Morabito (8).

Graziano Mesina, tra i più famosi banditi sardi del dopoguerra, era stato arrestato all'alba del 10 giugno 2013 dai carabinieri con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e altri gravi reati.

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Tra i venticinque arrestati nell'operazione della Dda di Cagliari, non tutti hanno avuto contestato il reato associativo. Conosciuto per le sue numerose evasioni (ventidue, di cui dieci riuscite) e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, l'ex primula rossa, 73 anni, dopo aver scontato 40 anni di carcere ed averne trascorso cinque da latitante e 11 agli arresti domiciliari, era tornato libero il 25 novembre 2004, avendo ottenuto la grazia dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Ora da due anni è in regime di custodia cautelare in carcere: il suo processo riprenderà a settembre. 

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