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Migranti, sale la tensione a Cagliari: qualcuno fa lo sciopero della fame

Migranti, sale la tensione a Cagliari: qualcuno fa lo sciopero della fame

Un eritreo si è gettato in mare nel porto a poca distanza dal municipio dove protestava con altri 150 connazionali

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CAGLIARI. Sta bene il profugo eritreo che poco prima delle 13 si è gettato in mare nel porto di Cagliari a poca distanza da piazza Matteotti e dal Municipio dove, insieme a circa 150 connazionali, ha trascorso la notte. Il ragazzo si trovava sulla banchina insieme al fratello e ad altri migranti, tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine. Improvvisamente si è gettato in acqua a pochi metri dall'ambulanza del 118.

È stato subito soccorso dal fratello e dagli agenti del Reparto mobile della polizia che si trovavano in zona. I medici lo hanno visitato e le sue condizioni sono buone. Da quasi una settimana i profughi eritrei, in media un centinaio, protestano davanti ai cancelli dei traghetti e di fronte al municipio perchè vogliono lasciare la Sardegna, raggiungere Roma e da lì i Paesi europei dove risiedono parenti e amici. Ieri, dopo che la situazione sembrava essersi sbloccata, i toni della protesta si sono alzati.

Alcuni migranti hanno anche iniziato lo sciopero della fame e nel corso della giornata si sono sentiti male e hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici. Oggi la protesta eclatante con il tuffo nelle acque del porto. In questo momento in centro a Cagliari ci sono 150 profughi arrivati da diverse province della Sardegna. Non possono lasciare l'Isola se non vengono prima identificati e se non sono in possesso di documenti e soldi per i biglietti del traghetto.

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