Cagliari, ragazzina di 13 anni violentata e rapinata, arrestati tre minorenni
Uno dei tre, un ragazzo di 16 anni, lo scorso maggio aveva costretto la giovanissima a passare la notte in auto con lui. L'indomani mattina la vittima era riuscita ad attirare l'attenzione di una pattuglia dei carabinieri ed era stata liberata
CAGLIARI. I carabinieri della stazione di Monastir sono riusciti ad identificare i tre ragazzi minorenni che la sera del 30 maggio a Cagliari avevano avvicinato e costretto, con minacce, a seguirli, una tredicenne che conoscevano di vista. Il fatto era accaduto nei pressi del porto turistico. La ragazzina condotta nella casa di uno dei tre, dove ha trascorso la notte, era stata obbligata ad avere rapporti sessuali. La tredicenne non aveva potuto chiedere aiuto perché era stata derubata con forza del telefono cellulare, poi buttato nelle acque del porto.
La ragazzina l’indomani mattina, mentre si trovava all’interno dell’auto della madre del ragazzo con il quale era stata costretta a trascorrere la notte, era riuscita ad attirare l’attenzione di una pattuglia di carabinieri che stava effettuando un servizio di controllo del territorio a fini preventivi nel centro abitato di Monastir. La tredicenne in evidente stato di agitazione e di confusione non era stata in grado di spiegare compiutamente che cosa le era successo.
L’episodio è stato ricostruito dai carabinieri solo dopo certosine indagini Ieri sera c’è stato l’epilogo. I carabinieri di Monastir hanno arrestato, in esecuzione dei provvedimenti emessi dalla procura dei minori di Cagliari, con l’accusa di estorsione, rapina e furto aggravato, due dei tre minorenni, un sedicenne e un diciassettenne. I due sono stati tradotti nel carcere minorile di Quartucciu a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al terzo minorenne, un sedicenne, il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato notificato nell’istituto di pena minorile dove è rinchiuso per altri reati.
Uno dei minorenni dovrà rispondere anche di violenza sessuale. La madre di quest’ultimo L. S. è stata denunciata a piede libero per omissione di soccorso. (gian carlo bulla)
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