Cagliari, la polizia trova i presunti scafisti dei 962 migranti
Svolta nelle serrate indagini della Squadra mobile del capoluogo in collaborazione con la Squadra mobile di Sassari e con il reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza. Il viaggio descritto dai profughi: un incubo lungo settimane sotto la minaccia delle armi
CAGLIARI. Trovati gli scafisti fra i 962 migranti sbarcati oggi lunedì 24 agosto 2015 a Cagliari con una nave norvegese. Nel corso del pomeriggio la Squadra mobile di Cagliari diretta dal dirigente Luca Armeni, con la collaborazione di quella di Sassari e del reparto operativo aereonavale della Guardia di finanza ha eseguito due fermi per altrettanti indiziati. Si tratta di Sfar Hassene, nato in Tunisia, 30 anni, e Avbdlmoula Chaaben, nato in Tunisia, 42 anni.
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Sono accusati di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. In particolare sarebbero i responsabili del trasporto di 840 migranti di varia nazionalita', tra i quali vi erano 179 donne e 66 bambini.
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I migranti giunti oggi a Cagliari facevano parte di due soccorsi effettuati il giorno 22 agosto 2015 al largo delle coste libiche dalla motonave Siem Pilot battente bandiera norvegese. Il lavoro investigativo, profuso dagli uomini e dalle donne della polizia di stato, anche stavolta nato dall'intuizione che a bordo dell'imbarcazione mescolati con i profughu potessero nascondersi i trafficanti di uomini, ha avuto conferma. C'è voluta una delicata e paziente opera di convincimento, ma gli agenti alla fine sono riusciti a scalfire quella cortina di riservatezza che circondava l'identità degli scafisti e sono state acquisite varie testimonianze che hanno consentito di individuare i due arrestati come coloro che avevano organizzato il viaggio.
Le dichiarazioni rilasciate dai testimoni sembrano ripercorrere un canovaccio oramai noto dei viaggi della speranza: per tutti il viaggio dai luoghi di dimora e' cominciato circa un mese e mezzo fa, quando hanno attraversato il deserto e sono giunti nelle citta' libiche di Tripoli e Sabrata. Qui sono venuti in contatto con alcuni appartenenti aall'organizzazione libica. Alcuni, cosi' come riferito, sembravano essere militari, i quali, dopo essersi fatti pagare circa 1500 - 2000 dollari per ciascuna persona, li hanno fatti salire su alcuni camion e sotto la minaccia di armi li hanno condotti in una cittadina sulle coste libiche ove li hanno richiusi per circa 10 giorni all'interno di un capannone nell'attesa dell'arrivo di altri migranti.
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Da qui, sempre sotto la minaccia delle armi, sono stati condotti sulla spiaggia ove per cinque giorni sono stati costretti a stare in una buca nell'attesa di salire sulle imbarcazioni recuperate dalla nave norvegese.
I due arrestati erano gia' noti agli archivi di polizia in quanto in passato gia' identificati sul territorio nazionale e si erano resi responsabili di altri reati.
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