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Cagliari

Villacidro, mazzata sui lavoratori di Sardegna Più: 86 licenziamenti

Lo stabilimento della Sardegna Più a Villacidro
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Lo stabilimento della Sardegna Più a Villacidro

Il centro servizi e distribuzione merci di cui dal 2014 è proprietario Alberto Cellino aveva già mandato a casa 50 dipendenti nel mese di marzo. La Filcams-Cgil: decisione inaccettabile

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VILLACIDRO. Licenziamento collettivo, e non è il primo, all’ex Csd , adesso Sardegna Più, centro servizi e distribuzione merci che opera nell’area industriale di Villacidro, con alleato principale il Gruppo Pam. Il proprietario è dal 2014 Alberto Cellino, fratello di Massimo, ex presidente del Cagliari Calcio.

È stata avviata la procedura di licenziamento per 86 dipendenti sulla base della legge 223 del contratto nazionale del lavoro. I nuovi estromessi vanno ad aggiungersi ad altri 50 lavoratori fatti fuori lo scorso mese di marzo, su un organico di poco superiore alle 200 unità.

“Un fulmine a ciel sereno – commenta con tono piuttosto alterato Valter Saiu, segretario territoriale della Filcams Cgil -, è da mesi che sollecitiamo l’azienda a un confronto e mai ci hanno dato risposta. Ci hanno solo fatto sapere che tutto andava bene, anche quando hanno messo in mobilità 50 lavoratori ed era stato siglato, a inizio 2015, l’accordo per avviare la cassa integrazione per 127 dipendenti (oltre ai licenziati) a causa di una crisi aziendale”.

Era stato raggiunto in quel caso un accordo con azienda e maestranze per la sospensione dal lavoro a rotazione, con la speranza che allo scadere del provvedimento, a gennaio del 2016, la condizione di crisi aziendale potesse considerarsi superata. Invece, la situazione è precipitata ulteriormente e ieri altri 86 dipendenti sono entrati nella procedura di licenziamento collettivo.

“Un provvedimento che contestiamo su tutto il fronte – aggiunge Valter Saiu -, non sono decisioni da prendere unilateralmente. L’azienda non ha tenuto in considerazione le organizzazioni sindacali, comportandosi in maniera scorretta e inaccettabile. Non accetteremo passivamente queste decisioni”.

La “Sardegna Più” era nata come Cs&D nel 1997 per dare servizi ai punti vendita della grande distribuzione nell’isola. Una sorta di cooperativa che potesse offrire le migliori opportunità commerciali per tutti i nove soci fondatori, poi diventati in breve ventidue e quindi 35, con 40 punti vendita serviti, passati subito dopo a 44. Nel 1997 un fatturato di 12 miliardi di lire e l’azienda in continua espansione, con un grande deposito merci di 12 mila metri quadrati coperti nell’area industriale di Villacidro. La “Sardegna Più” continua a crescere e apre i suoi depositi per lo smistamento merci in altre parti dell’isola. I negozi serviti arrivano a 256, mentre i dipendenti diretti toccano le 220 unità.

Nel 2102 comincia il crollo vertiginoso del giro d’affari e sul Csd in crisi devastante mette le mani l’imprenditore di Sanluri Alberto Cellino, che cerca a modo suo di uscire dal tunnel della crisi, tagliando costi e posti di lavoro. Non sono bastati i primi licenziamenti, i contratti di solidarietà fra dipendenti in cassa integrazione e un piano di rientro finanziario che riduce all’osso i costi aziendali, perfino i telefoni. I fatturati da capogiro che hanno sfiorato i 260 milioni di euro sono solo un ricordo. Velocemente si riducono fino a dimezzarsi e forse anche più. L’azienda cerca vie d’uscita, Cellino rompe anche con l’ex direttore generale Antonello Basciu e detta la sua legge: tagliare, tagliare, tagliare. 

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