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Cagliari

Cagliari, scuole paritarie: il giallo dei fondi regionali

La notte delle manifestanti delle scuole paritarie sarde
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La notte delle manifestanti delle scuole paritarie sarde

Notte all'addiaccio per i manifestanti che rappresentano i 257 istituti "privati" della Sardegna che accolgono  tredicimila bambini, solidarietà delle famiglie che rischiano di esser duramente colpite se la Regione non farà la sua parte. In serata è trapelata la notizia secondo la quale il dirigente avrebbe firmato la "determina" per assegnare i fondi residui del 2014-2015

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CAGLIARI. Due verità per un solo problema. Il problema è quello delle 257 scuole paritarie sarde (le private che gestiscono soprattutto le scuole dell'infanzia, ma anche elementari e medie) che non hanno ancora ricevuto tutti i finanziamenti regionali per l'anno 2014-2015, non hanno ricevuto i contributi statali trasferiti già da aprile 2015 alla Regione e non sanno se e quanto riceveranno per l'anno appena cominciato, il 2015-2016. Nel corso della serata è arrivata una novità: il dirigente ha firmato la "determina" con la quale si decide di assegnare i fondi per l'anno trascorso, il 2014-2015. Di tutto il resto non si sa ancora nulla se non che i 18 milioni di euro per la scuola nel bilancio regionale ci sono, da capire se sono destinati alle paritarie o devono essere divisi in altro modo.

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Per le paritarie, quando si parla di "anno scolastico" non si rappresenta l'intera attività prodotta da queste strutture: le scuole paritarie sono aperte e funzionanti per dodici mesi l'anno, perché svolgono, sì, l'attività didattica ministeriale che richiede i nove mesi ufficiali di lavoro e poi, però, garantiscono la cosiddetta accoglienza, la manna per le famiglie: mare e giochi d'estate con intrattenimento pomeridiano lungo quanto il lavoro dei genitori lo richiede. E d'inverno, oltre l'attività scolastica, c'è quella pomeridiana che in quasi tutte le paritarie è fatta di sport, musica, disegno ecc.

Di fronte a tutto questo la risposta del presidente della giunta Francesco Pigliaru è stata: i soldi, 18 milioni di euro (per il 2015-2016), ci sono, li impegneremo al più presto. Ieri, in tarda serata, dopo il consiglio regionale la risposta dell'assessore alla Cultura Claudia Firino è stata invece diversa: i soldi non ci sono, quelli che ci sono devono soddisfare diverse priorità, la vostra è una di queste ma non è la sola. Una doccia fredda.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:cagliari:cronaca:1.12142735:Video:https://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/scuole-paritarie-anno-scolastico-a-rischio-e-sciopero-della-fame/46235/46349]]

Le manifestanti hanno perciò deciso di passare la notte sotto le finestre del consiglio regionale raccogliendo la solidarietà delle famiglie. La scuole si reggono sui contributi pubblici e sulle rette pagate dai genitori, se diminuiscono i primi aumenteranno le seconde. Alla fine, in Sardegna, potrebbe succedere che le scuole paritarie diventeranno loro malgrado scuole d'élite perché aperte solo per chi può pagare cifre molto diverse dalle attuali. Con buona pace delle politiche del lavoro, del lavoro femminile, del sostegno alla famiglia, dell'educazione dei minori in ambiti sempre più qualificati ecc. (a.s)

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