Cagliari, gli antimilitaristi: "Sit in nelle zone interdette quando ci sono le esercitazioni"
Conferenza stampa davanti al poligono di Capo Teulada per decidere come portare avanti la campagna di protesta con le stellette nell'isola
CAGLIARI. Occupare sistematicamente le zone interdette durante le esercitazioni militari in Sardegna: è questa una delle proposte dei movimenti pacifisti e antimilitaristi che stamane - in una conferenza stampa convocata davanti al poligono di Capo Teulada - hanno fatto il punto sulle ultime manifestazioni contro gli addestramenti bellici ed esposto idee per portare avanti la campagna di protesta contro la presenza militare nell’isola.
Al centro delle future mobilitazioni ci sarà la disobbedienza civile, ma nel solco della «non violenza e della legalità», come è stato sottolineato da Marco Mameli, uno dei promotori, che ha definito i poligoni «ormai anacronistici e inaccettabili».
La questione servitù militari, è riesplosa in occasione della "Trident Juncture 2015", l’imponente esercitazione Nato svoltasi tra Spagna, Portogallo e Italia che fino a ieri ha messo a disposizione in Sardegna il poligono di Capo Teulada e la base aerea di Decimomannu.
Contro le guerre simulate, sabato scorso, sono scesi in piazza a Cagliari migliaia di manifestati che poi si sono dati appuntamento a Teulada per il mercoledì successivo. Un corteo organizzato che si era subito annunciato ad alta tensione visti anche i provvedimenti del questore di Cagliari, Vito Danilo Gagliardi, che prima ha spedito una serie di fogli di via a una dozzina di attivisti e poi ha negato il via libera al sit-in attorno alla base.
Nonostante la carica della polizia - che ha colpito un gruppo di manifestanti avventuratosi in una zona off-limits - la mattina di protesta si è però conclusa con l’intrusione di 16 attivisti all’interno del poligono. Una vittoria per il movimento, convinto di aver così provocato la sospensione dell’esercitazione Nato, nonostante le smentite dei vertici militari.
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