Maurizio Landini a Cagliari: referendum contro il jobs act
Il leader della Fiom alla manifestazione organizzata per illustrare lo stato della trattativa sul contratto dei metalmeccanici annuncia un grande raduno a Roma e un'iniziativa per abolire la legge sul lavoro del governo Renzi
CAGLIARI. «Stiamo organizzando una grande manifestazione a Roma per il 21 novembre 2015 che da un lato vuole sostenere la piattaforma per il contratto e dall’altro per chiedere al parlamento e la governo di cambiare la legge di stabilità».
Lo ha detto il leader della Fiom Maurizio Landini, a margine di una manifestazione a Cagliari per illustrare al sindacato regionale lo stato della trattativa sul contratto. «Stiamo incontrando tutti i gruppi parlamentari», ha spiegato, «e stiamo dicendo quali sono le cose che secondo noi vanno cambiate: dopo valuteremo in merito a quello che ognuno fa e su come voterà il Parlamento».
Landini è favorevole a un referendum contro il jobs act. «Quando ci sono leggi sbagliate bisogna cambiarle e penso che in questa fase il referendum sia uno strumento a patto che si costruisca una grande coalizione sociale che lo sostenga. Siamo di fronte a un governo che cancella diritti senza un confronto e senza coinvolgimento delle forze sociali interessate», ha detto Landini, «e di fronte a questo c’è un’unica strada: si può tentare di cambiare con la contrattazione ma quando ci sono delle leggi sbagliate bisogna provare a cambiare le leggi. Non possiamo cambiare il parlamento ma possiamo decidere di promuovere referendum anche abrogativi». Landini ha ricordato che la Cgil ha avviato percorso su jobs act che vedrà tra gennaio e febbraio una consultazione straordinaria degli iscritti spiegando che e in quelal occasione verrà presa una decisione sul referendum.
Landini ha poi liquidato come semplice «propaganda» le valutazioni sui risultati positivi del bonus di 80 euro sottolineando che se si vuole creare lavoro e reddito «occorre far ripartire gli investimenti pubblici e privati» mentre la manovra prevista dalla legge di stabilità, sempre secondo il leader della Fiom, «non affronta questi i problemi».
Soffermandosi poi sulla crisi dell’industria in Sardegna, Landini ha sottolineato che deve essere «uno dei temi della politica nazionale» mentre nella legge di stabilità «isole, Mezzogiorno, Sud sono temi che non compaiono neanche in agenda». Secondo il segretario nazionale della Fiom in Sardegna è «decisiva» la questione energetica per cui, afferma, «da questo punto di vista la giunta regionale deve fino in fondo assumersi le sue responsabilità».
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