Carloforte ricorda i suoi morti della corazzata Roma e Mamma Mahon
Una giornata particolare dedicata al ricordo delle vittime e della donna carlofortina che si prese cura dei marinai superstiti e internati a Port Mahon dal settembre 1943 al gennaio 1945
CARLOFORTE. Una giornata particolare, quella di giovedì 15 gennaio, dedicata al ricordo delle vittime carlofortine della tragedia della corazzata "Roma" e di Mamma Mahon, valente donna carlofortina che si prese cura dei marinai superstiti ed internati a Port Mahon, dal settembre 1943 al gennaio 1945.
L'evento è stato organizzato dal Comune di Carloforte, in collaborazione con le associazioni Marinai d'Italia, Reduci e familiari dei caduti delle navi da guerra "Roma", "Vivaldi" "Da Noli" e "saphyrina".
Dopo la messa celebrata nella chiesa di San Carlo Borromeo, è stata scoperta una lapide in memoria di Fortuna Novella “Mamma Mahon” e deposta una corona di fiori al monumento ai caduti in piazza Pegli. Oltre all'amministrazione comunale, con in testa il sindaco Marco Simeone, ed alle autorità civili, religiose e militari, scuole ed associazioni isolane, erano presenti il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, i vertici regionali di Esercito e Marina e l'unico superstite ancora in vita dell'affondamento della "Roma", il 96enne Aldo Baldasso, che ha ricevuto un caloroso saluto dalla cittadinanza e dai piccoli alunni isolani.
La giornata celebrativa è proseguita all'ex mercato, con una mostra e un convegno dedicato, in cui l'attenzione, oltre che alle vicende dell'affondamento e del rimpatrio dei marinai rifugiati nelle Baleari, è stata focalizzata sui quattro militari carlofortini deceduti, ovvero il fuochista Battista Puggioni e il tenente di vascello Mario Boscu nella "Roma", il marinaio Pietro Cavassa e il guardiamarina Antonio Lipari nel "Da Noli", e su Fortuna Novella, nata a Carloforte e residente a Mahon. Per come si prese cura degli oltre mille militari italiani sbarcati nell'isola spagnola dopo la tragedia della Roma, venne da tutti chiamata “Mamma Mahon”, ricevuta da Papa Pio XII e insignita della Stella della solidarietà italiana di prima classe dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
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