Portovesme, la nave ha inquinato il porto e l'armatore dovrà pagare
Le indagini della guardia costiera avrebbero messo in luce le responsabilità dell'equipaggio della Jongleur
PORTOVESME. La nave Jongleur ha inquinato il porto e dovrà pagare. Questo l'esito delle indagini, avviate dalla Guardia Costiera di Portoscuso in banchina a Portovesme dal 29 gennaio 2016, dopo che una macchia sospetta e maleodorante era stata vista diffondersi attorno alla nave mercantile battente bandiera di Saint Vincent & Grenadines, mentre era agli ormeggi.
La circostanza, aveva immediatamente allertato i militari di stanza a Portovesme, per cui venne subito attivato il piano antinquinamento, con le relative operazioni coordinate dalla sala operativa della Guardia Costiera, ed avviate indagini per accertare le responsabilità dell'accaduto. Le analisi dei campioni prelevati in mare, secondo quanto diramato dal Circomare, hanno dimostrato lo sversamento in mare di gasolio, successivamente quantificato in 200 litri.
L'ulteriore comparazione con il combustibile a bordo di tutte le navi presenti in porto, ha confermato i sospetti della Guardia Costiera: il comandante e l’armatore della Jongleur, al momento del verificarsi del fenomeno inquinante, stavano sbarcando acqua di zavorra per motivi di stabilità. Una dettagliata ispezione, ha fatto emergere che, a causa di un’irregolarità strutturale, l’acqua di una cassa di zavorra era stata contaminata dal gasolio di un deposito adiacente, riscontrando altresì la mancanza di idonea cartografia e il malfunzionamento del generatore di emergenza.
A seguito delle gravi deficienze riscontrate, era stata interessata l'autorità giudiziaria ed emesso un provvedimento di fermo fino al 9 febbraio, quando la Guardia Costiera ha consentito la partenza della nave solo dopo aver messo mano alle irregolarità riscontrate e fornito garanzia del pagamento di tutte le operazioni di bonifica conseguenti all’inquinamento provocato. Simone Repetto
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