Cagliari, il pecorino cerca mercati: la strada è l'innovazione
La Borsa internazionale delle imprese italo-arabe mostra nuovi scenari di scambi, l'Unione pastori di Nurri risponde alla sfida
CAGLIARI. «La cooperazione è un fattore di crescita molto importante per le aziende sarde che intendono approdare nei mercati esteri e intraprendere un percorso di internazionalizzazione». Lo afferma Salvatore Pala, presidente dell’Unione dei Pastori di Nurri, una delle realtà produttive sarde più interessanti della seconda Borsa internazionale delle imprese italo arabe in corso a Cagliari. Una delle aziende più ricercate dalle società arabe presenti nell’isola. Una realtà che fattura 22 milioni di euro all’anno e che mette assieme ben 730 conferitori di latte ovino e caprino che consentono alla cooperativa di produrre un formaggio molto apprezzato dai consumatori.
«La qualità - sottolinea Pala - da sola però non basta. Per esportare occorre conoscenza dei paesi nei quali si vuole investire e anche capacità di saper adeguare il proprio prodotto ai gusti dei consumatori stranieri. L’altra sfida è quella dell’innovazione e della ricerca, della formazione, della conoscenza e del sapere, altrimenti si rischia di produrre e trasformare grandi quantità di formaggio che poi non si riesce a vendere perchè il mercato risulta saturo».
Da qui la necessità di fare analisi di mercato accurate. In questo senso, la cooperativa dei pastori di Nurri ritiene di estrema importanza l’attività di consulenza e di supporto che la Camera di Commercio Italo Araba ha svolto gratuitamente a favore delle imprese sarde durante la Borsa Internazionale di Cagliari. Un plauso anche alla Regione Sardegna che nel nuovo Piano Regionale di Sviluppo ha messo in campo importanti risorse economiche per attivare nuove forme di ricerca.
«Il pecorino sardo - ha concluso - può affermarsi all’estero anche grazie all’utilizzo di questi strumenti ancora poco utilizzati dalle imprese sarde. Si tratta di interventi strategici per lo sviluppo del tessuto produttivo isolano, in particolare quello del settore lattiero caseario».
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