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Cagliari

Carloforte, finisce l'agonia del consorzio turistico: si chiude

Simone Repetto
La piazza parcheggio
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La piazza parcheggio

Il Comune ha nominato anche il commissario liquidatore. Tre anni di tempo per sistemare le attività e le pendenze, Il patrimonio immobiliare resta alla municipalità

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CARLOFORTE. Dopo quarant'anni chiude il Consorzio turistico. Lo ha stabilito il consiglio comunale, con i voti favorevoli della maggioranza del sindaco Marco Simeone e l'astensione dell'opposizione, approvandone lo scioglimento, con la nomina del liquidatore Francesco Luxoro. Che avrà il compito di gestire la fase finale prevista in 18 mesi, più eventuali altri 18, per un massimo di tre anni. In questo tempo, dovranno risolversi tutte le attività, le pendenze e le risultanze finanziarie, col trasferimento dei beni di proprietà all'unico socio rimasto, ovvero il comune.

L'ultimo bilancio di previsione, chiudeva a pareggio per 115mila euro, con un fondo cassa di oltre 70mila euro ed un avanzo di amministrazione di quasi 60mila a fine 2014. Il Consorzio per lo sviluppo turistico di Carloforte (primo presidente Leopoldo Durante, ultimo Pierpaolo Porcedda), venne costituito con decreto prefettizio nel febbraio 1976 come ente pubblico non economico tra Comune, Provincia (prima di Cagliari e poi di Carbonia Iglesias), Camera di Commercio di Cagliari ed ex banca Cis, allo scopo di “promuovere, favorire ed incoraggiare tutte le iniziative utili per lo sviluppo turistico dell'intero territorio comunale”.

Ma è nell'ultimo lustro che l'ente ha subito sostanziali contraccolpi, che l'hanno portato alla chiusura con l'uscita prima del Cis, poi della Provincia ed infine della Camera di Commercio (scelta ufficializzata nell'agosto scorso), rendendo impossibile la continuità con un unico socio, che già deteneva la maggioranza delle quote, ovvero il comune. Che dovrà gestire l'ingente patrimonio immobiliare, tra cui la piazza parcheggio interrata fronte scuole elementari, le ex tonnare alla Punta e l'immobile ex Gil al Giunco.

La prima, completata negli anni Novanta, non entrò mai in funzione (a parte il piazzale superiore all'aperto, intitolato al maestro Angelo Aste) per una serie di motivi tecnici e legali, con un mega parcheggio auto fantasma. Le ex tonnare (un tempo sede dell'impianto di Porto Paglia), sono state oggetto di vari piani di rilancio milionari, con progetti spazianti da un'accademia di cucina ad un polo nautico, con in mezzo le sempre presenti cause legali. Ma tutto andò letteralmente in fumo a febbraio 2009, quando un incendio (mai chiarita la sua origine) ridusse in cenere stabili già in parte ristrutturati con fondi pubblici.

Mentre l'ex Gil al Giunco, è tutt'ora sede di attività private nel campo velico e natatorio. Ora, spetterà all'amministrazione comunale l'incombenza di un patrimonio non semplice da gestire e rilanciare.

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