La Nuova Sardegna

Cagliari

Duemila persone a Cagliari per salvare gli ospedali di Muravera e Isili

Gian Carlo Bulla
I sindaci in piazza del Carmine (foto Alessandro Bulla)
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I sindaci in piazza del Carmine (foto Alessandro Bulla)

Sindaci e consiglieri comunali di 28 comuni del Sarrabus Gerrei, del Sarcidano e della Barbagia di Seulo assieme alle associazioni culturali, sportive e di volontariato hanno raggiunto la sede del consiglio regionale per un sit in che ha bloccato il traffico per un'ora

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CAGLIARI. Il Sarrabus-Gerrei e il Sarcidano Barbagia di Seulo hanno ribadito, questa mattina, l’assoluta contrarietà alla proposta di ridefinizione della rete ospedaliera regionale nel corso di un affollata manifestazione che si è svolta a Cagliari.

I manifestanti si sono dati appuntamento in piazza del Carmine da dove poco dopo le dieci è partito un corteo, colorato e vivace, formato da circa duemila persone, con in testa i sindaci dei 28 comuni del territorio,tutti con la fascia tricolore, che ha raggiunto la sede del Consiglio regionale ai piedi della quale si è svolto un pacifico e composto sit-in che per oltre un’ora ha impedito il traffico nella via Roma.

I sindaci sono stati ricevuti dai componenti della sesta commissione regionale , salute e politiche sociali, presieduta da Raimondo Perra ai quali i primi cittadini di Muravera, Marco Falchi, e di Isili Orlando Carcangiu hanno brevemente illustrato le motivazioni della protesta. "E’ stato un incontro prettamente interlocutorio e molto breve - hanno detto all’unisono i due sindaci -. Il presidente Perra si è impegnato a convocarci formalmente nei prossimi giorni non appena la commissione avrà completato l’esame della proposta della giunta regionale. I componenti la commissione presenti hanno tutti promesso che terranno conto delle richieste dei territori e che si adopereranno per far si la riforma della rete ospedaliera sia il più possibile condivisa”.

I presidi ospedalieri San Marcellino di Muravera e San Giuseppe Calasanzio di Isili, secondo la proposta della giunta regionale, sono stati declassati da presidi ospedalieri di base a stabilimenti di zona disagiata. Se ciò venisse confermato si verificherebbe quasi sicuramente (questa è la preoccupazione) la drastica riduzione di una serie di prestazioni ospedaliere e non si garantirebbe agli abitanti del Sarrabus-Gerrei e del Sarcidano-Barbagia di Seulo e all’utenza turistica della costa sud orientale che d’estate gravita sul San Marcellino, il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

Alla manifestazione hanno aderito tutte le associazioni di volontariato, culturali, sportive presenti nel territorio. “Continueremo la mobilitazione – ha detto Lidia Todde, presidente dell’Associazione Obiettivo sanità Sardegna e del comitato popolare costituitosi in difesa del San Marcellino - sino a quando non avremo la certezza che vengano almeno mantenuti gli attuali servizi erogati”.

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