Encomio ai carabinieri di Orotelli che salvarono un concittadino
I sottufficiali Fabio De Coro e Marco Serra il 9 settembre 2015 soccorsero efficacemente un uomo di 55 anni con un'improvvisa emorragia interna
CAGLIARI. A Orotelli c'è un uomo di 55 anni, sposato e padre di due figli, che deve la vita a due carabinieri, l'appuntato scelto Fabio De Coro e l'appuntato Marco Serra. Ieri, per quel gesto compiuto il 9 settembre 2015, il generale di corpo d'armata Vincenzo Giuliani ha conferito un encomio ai due militari nella caserma Zuddas di Cagliari.
Con i due carabinieri ne sono stati premiati altri sette, due del nucleo operativo radiomobile di Cagliari (il tenente Marcello Pezzi e il brigadiere Giovanni Sessa), gli altri quattro della stazione di Sestu (Riccardo Pirali, Fabrizio Fenu, Paolo Ciarcià, Stefano Cadoni). L'occasione è stata la cerimonia per il cambio del comandante della legione Sardegna: il generale di brigata Antonio Bacile ha lasciato il comando della legione per andare a fare il vicedirettore operativo della Dia (Direzione investigativa antimafia), al suo posto si è insediato il generale di brigata Paolo Nardone. Nardone conosce la Sardegna per esserci stato da bambino: il padre sottufficiale dei carabinieri ha prestato servizio nell'isola.
Il fatto per il quale hanno ricevuto l'encomio Fabio De Coro e Marco Serra risale alla mattina del 9 settembre 2015 quando un uomo di 55 anni appena operato (a Cagliari) ha avuto un'improvvisa emorragia alla gola. Solo in casa, si è ricordato di aver visto alla finestra la pattuglia dei carabinieri passare sotto casa un attimo prima, è sceso al piano di sotto per aprire la porta e poi è tornato in camera sua da dove, con un fil di voce, ha chiamato i carabinieri. I due sottufficiali si sono precipitati a casa dell'uomo, sono saliti fino alla camera da letto e l'hanno trovato riverso a terra, che stava soffocando nel suo sangue. Intuitivamente lo hanno messo di fianco e poi si sono incollati al telefono con la centrale del 118 per chiedere istruzioni su cosa fare. In casa ("per fortuna" hanno commentato stamani i due militari), c'era un aspiratore e, con l'operatore del 118 che diceva come condurre le manovre, hanno rianimato l'uomo ormai esanime.
Intanto è arrivata l'ambulanza medicalizzata e i due militari si sono rimessi in macchina per scortare il mezzo che doveva raggiungere Nuoro dove, poi, l'uomo è stato subito rioperato e a poco a poco si è ripreso. I due sottufficiali avrebbero potuto chiamare l'ambulanza e basta, ma senza quell'assunzione di responsabilità di tentare di fare qualcosa subito, l'intervento degli operatori sarebbe stato vano: "Non si poteva fare diversamente - hanno detto - si capiva che quell'uomo era veramente in difficoltà e non c'era tempo"
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