Sos per la scuola sarda: sciopero Cgil, Cisl, Uil e Snal
Il segretario regionale Flc Cgil, Ivo Vacca, punta il dito contro il contratto fermo da sette anni e contro la grave crisi dell'istruzione in Sardegna
CAGLIARI. Trecento in piazza a Cagliari per lo sciopero della scuola proclamato da Cgil, Cisl, Uil e Snal. «Non è un numero considerevole - ha ammesso il segretario regionale di Flc Cgil, Ivo Vacca - In compenso i dati sull'adesione sono a dir poco incoraggianti. Ci risulta che tante scuole abbiano chiuso».
Qualche esempio: la Simaxis di Oristano, la Colombo e la Marconi a Cagliari, gli istituti comprensivi Uno e Due a Pirri. Sui motivi dello sciopero, a parte il rinnovo del contratto fermo da sette anni, pesa anche la situazione della scuola in Sardegna, «unica regione - sottolinea Vacca - a collezionare record negativi: dispersione al 25 per cento, una percentuale di diplomati tra i 20 e i 24 anni inchiodata al 65,4% rispetto alla popolazione contro la media italiana del 77,3% e quella del mezzogiorno del 73,9».
Secondo Marinella Pau, della Cisl di Cagliari, «la politica deve farsi carico della dispersione elevatissima con progetti strutturali più puntuali. Il programma Iscola infatti è attivo solo da maggio 2016».
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