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Cagliari

Assemini, l'ambasciatore bielorusso in visita al Centro ricerche sui centenari

Il centenario Valerio Piroddi in compagnia di Roberto Pili
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Il centenario Valerio Piroddi in compagnia di Roberto Pili

Il Centro Ricerche presieduto dal medico Roberto Pili si occupa di studiare la relazione tra alimentazione e longevità dei sardi, al seguito dell'alto funzionario straniero una rappresentanza istituzionale

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ASSEMINI. Giovedì 9 giugno 2016, a partire dalle 19, il Centro Ricerche sull'alimentazione dei Centenari di Assemini, realizzato dal presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili, riceverà la visita di Aleksandr Guryanov, ambasciatore della Bielorussa, alla guida di una delegazione istituzionale del suo paese.

Il Centro Ricerche si occupa di studiare la relazione tra alimentazione e longevità dei Sardi e intende affinare le modalità per rendere più veloci, moderni e facilmente preparabili i piatti tipici della tradizionale dieta dei centenari. Il Centro di ricerca nasce dalla collaborazione tra i ricercatori della Comunità Mondiale della Longevità e ricercatori dell'Università di Cagliari, e utilizza i laboratori messi a disposizione dal Centro Ifal diretto da Patrizio Saba.

La Sardegna è una delle regioni al mondo dove si concentra il maggior numero di centenari (Blue Zone). La dieta mediterranea nella variante sarda è da tempo al centro dell'attenzione degli studiosi per la sua salubrità e capacità di contenere il rischio di numerose patologie. La biodiversità è uno degli aspetti che la caratterizza e il successo dei suoi piatti è dovuto al perfetto connubio tra gusto e salute.

La dieta della longevità sarda accoglie quella mediterranea, differenziandosi però per alcuni aspetti: innanzitutto un maggiore consumo di latte e latticini, legumi, erbe spontanee, frutta in dosi modiche, pane, pasta, carne saltuariamente, infine dolci, consumati raramente, perlopiù in occasioni speciali.

Durante la visita saranno presentati i piatti tipici dell’alimentazione della dieta sardo mediterranea consumati prevalentemente nella Blue Zone sarda, che si estende dalla Barbagia di Seulo all’Ogliastra, con appendici che arrivano sino a Teulada.

Tra i piatti tipici della cucina sardo – mediterranea, particolare risalto sarà dato alla panada, o sa panada, in omaggio ad Assemini, sede del centro di ricerca. Dalle origini molto antiche, anche se la sua attuale preparazione si è strutturata in periodo spagnolo (da qui anche l'origine del nome), la panada è considerata come un piatto versatile e complesso che può riassumere le esigenze nutrizionali di un pasto completo, inoltre può essere consumata anche a distanza di giorni dalla cottura, grazie alle caratteristiche organolettiche che restano inalterate per qualche tempo. Queste caratteristiche ne fanno un alimento preziosissimo, le cui virtù erano note già nel periodo nuragico. Le preparazioni e le dimensioni de sa panada variano nell'isola, a seconda della zona considerata, ma i territori in cui viene preparata maggiormente e da cui ha avuto origine sono Assemini, Oschiri e Cuglieri.

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